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Szöts, István

regista cinematografico ungherese (Valyaszentgyörgy, poi Sfântul Gheorghe, Romania, 1912-Vienna 1998). Poco più che ventenne diresse il più importante film ungherese prima della liberazione, Emberek a havason (1942; Uomini della montagna). Era un'opera toccante, anticonformista e piena di tensione, un film “dal vero” agli antipodi della produzione magiara del tempo, accolto con calore dalla critica italiana d'avanguardia, che lo vide quell'anno alla mostra di Venezia. Nel 1947 il suo Ének a búzamezökröl (Canzone dei campi di grano), il cui progetto era stato vietato nel 1943, fu ancora l'unico film notevole, con Valahol Európában (È accaduto in Europa) di G. von Radványi e B. Balázs, del periodo di trapasso con le ultime produzioni private. Dopo alcuni cortometraggi in patria, dal 1957 Szots realizzò documentari in Austria (Gustav Klimt, 1970, con musica di B. Korenyi).