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Szabó, Cs. László

saggista, narratore e poeta ungherese (Kolozsvár, oggi Cluj-Napoca, 1905-Budapest 1984). Una documentazione meticolosa e una vertiginosa rapidità delle associazioni d'idee caratterizzano la sua saggistica, dai vasti orizzonti e di vocazione europeistica, mentre nella lirica, che spesso si avvale di forme prosastiche, riesce ad appropriarsi delle soluzioni più radicali dell'avanguardia europea giungendo ora alla saturazione impressionante e ora alla disintegrazione del periodo tradizionale. Prima della seconda guerra mondiale fu direttore letterario della radio ungherese, quindi (1949) emigrò a Londra. Opere principali: nella saggistica Sette giorni a Parigi (1935), L'eredità paterna (1936), Passaggio a Dover (1937), Lettere dall'esilio (1937), Osservatore magiaro (1939), L'Europa latina (1939), Patria e mondo (1942), Viaggio invernale (1956), Il paese e la letteratura (1963); nella narrativa Il serpente (1941), Amore (1944), Due sponde (1946), Pietà (1955), Musica romana (1970), Vicino e lontano. Novelle raccolte 1948-1981 (1983); nella lirica Un mezzo centinaio di canti e una commedia (1959), Il limbo (1974). Un omaggio di Szabó all'Italia è il volume antologico Marmo e lauro (1947), nel quale Szabó ha raccolto le testimonianze d'affetto per l'Italia di poeti di tutto il mondo. Un'altra antologia importante compilata da Szabó è quella dei Versi ungheresi da Arany ai nostri giorni, pubblicata a Roma nel 1953.