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Tànit

(o Tinit). Dea cartaginese. Il suo culto emerge nel sec. IV a. C., epoca in cui la religione di Cartagine subisce unatrasformazione rispetto alla tradizione ereditata da Tiro (madrepatria dei fondatori di Cartagine). Tanit si presenta come manifestazione personificata della sovranità di Baʽal Hammon, il dio supremo del pantheon cartaginese: è per l'appunto detta “faccia di Baʽal” (Pene Baʽal). Di fatto prende il posto dello stesso Baʽal come dea poliade e sovrana. Numerosi tentativi sono stati fatti dagli studiosi per spiegare la genesi di questa nuova dea: per lo più la si fa risalire alla dea Astarte, ma si parla anche di una probabile derivazione dalla Grande Madre anatolica, o di una formazione dovuta a modelli greci. Tuttavia la vera questione non dovrebbe concernere gli eventuali influssi stranieri, bensì il rapporto, per il momento pressoché ignoto o poco più che congetturale, tra l'insorgenza di Tanit e le riforme politico-sociali che caratterizzarono Cartagine nel sec. IV. § Numerose le raffigurazioni di Tanit e dei suoi simboli (palma, melograno, caduceo, falce lunare) su stele a rilievo e dipinte, oltre che in sculture e su monete. Nelle figurazioni antropomorfe Tanit appare stante, nuda o vestita, e con vari attributi, oppure anche seduta in trono o raffigurata soltanto come protome o busto. Un'iconografia tipica dell'età romana è quella della dea che cavalca un leone.

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