Tàranto (provincia)

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provincia della Puglia, 2430 km², 580.497 ab. (stima 2007), 238 ab./km², capoluogo: Taranto. Comuni 29. Sigla: TA.

Generalità

Istituita nel 1923, con il nome di provincia dello Ionio, che mantenne fino al 1951, la provincia di Taranto offre un paesaggio prevalentemente pianeggiante o collinare. Si affaccia a S al mar Ionio, dove si apre il golfo di Taranto, preceduto dall'area lagunare del Mare Piccolo e dall'ampia insenatura del Mare Grande, chiusa dalle isole Cheradi e da una serie di dighe; è delimitata dalle province di Lecce, Brindisi, Bari e Matera.

Territorio

I settori nordoccidentale e settentrionale del territorio provinciale sono interessati dall'altopiano della cosiddetta “Murgia Ionica”, che scende con un pendio ripido e inciso dai solchi profondi di corsi d'acqua a regime torrentizio, detti localmente “gravine”, verso la pianura sottostante, disposta ad arco intorno al capoluogo, un tempo acquitrinosa e malarica, ma ora completamente bonificata. Procedendo a SE, oltre l'Istmo Messapico (o Soglia Messapica) si elevano le basse ondulazioni collinari delle Murge Tarantine. La diffusione delle rocce calcaree e la loro disposizione in banchi suborizzontali, sia nella Murgia Ionica sia nelle Murge Tarantine, hanno condizionato lo sviluppo di una morfologia e di un'idrografia tipicamente carsiche, con brevi corsi d'acqua di scarso rilievo. Poche le aree protette istituite a tutela del locale patrimonio naturalistico-ambientale, tra cui le riserve naturali Murge Orientali e Stornara. Il clima è di tipo mediterraneo: le precipitazioni sono modeste e concentrate in larga misura nella stagione invernale. La provincia, dopo una fase di stasi, attraversa un periodo di calo demografico, iniziato negli anni Novanta del sec. XX, con un saldo del movimento naturale della popolazione negativo, non compensato dal saldo migratorio, a causa delle immigrazioni verso altre regioni, che, seppure di molto inferiori a quelle che hanno caratterizzato il ventennio 1951-71, continuano con una certa costanza. Di una certa consistenza sono pure gli spostamenti interprovinciali, dai comuni prevalentemente agricoli a quelli che hanno raggiunto un certo grado di sviluppo industriale. La rete urbana è incentrata sul capoluogo, che ha visto ridurre considerevolmente il proprio peso demografico nell'ultimo decennio del sec. XX, e su alcuni centri di medie dimensioni, come Grottaglie, Massafra e San Giorgio Ionico, situati nelle sue vicinanze, Martina Franca, a N, presso il confine con la provincia di Brindisi, e Manduria, a E, in prossimità delle province di Lecce e Brindisi. Seguono Ginosa e Castellaneta. La rete viaria provinciale, pur lontana dalle principali direttrici di traffico nazionali, si sviluppa a raggiera, facendo perno su Taranto, in cinque direzioni: verso la piana di Metaponto con la SS 106, che costeggia tutto il litorale ionico fino a Reggio di Calabria; a N verso Massafra e Gioia del Colle con la SS 100, che giunge fino a Bari, affiancando la A14 Bologna-Taranto; a NE verso Martina Franca, Fasano e la costa adriatica con la SS 172 Dei Trulli; a NW con la SS 7, la via Appia antica, che porta a Brindisi, passando per Grottaglie, ma valicando l'Appennino giunge fino a Roma; a E verso San Giorgio Ionico, Manduria e Lecce con la SS 7 ter. Il traffico aereo provinciale è convogliato verso lo scalo di Taranto, mentre il porto del capoluogo è importante per il movimento dei container.

Economia

Nonostante lo sviluppo industriale, l'economia della provincia conserva ancora un'impronta tipicamente agricola, con produzioni rilevanti di cereali, uva da vino (da cui si ricavano vini DOC, quali il primitivo di Manduria e l'aleatico di Puglia) e da tavola, ortaggi, frutta, tabacco e agrumi. Una certa importanza rivestono il comparto zootecnico e la pesca, sia quella d'alto mare sia quella di molluschi e crostacei, e inoltre l'allevamento di mitili e ostriche. Per quanto riguarda il settore secondario è molto forte il contrasto tra il dinamismo produttivo dell'area industriale di Taranto, dove grazie agli interventi di capitali pubblici e privati sono sorte grosse imprese siderurgiche, metalmeccaniche e cantieristiche, e lo sviluppo, perlopiù modesto, delle aziende sparse nella provincia, operanti in prevalenza nei settori alimentare, del legno e dei materiali da costruzione. La crisi che ha investito negli anni Novanta del sec. XX il comparto siderurgico non ha intaccato che in minima parte il primato detenuto da Taranto di provincia più ricca della regione. Il decremento dell'attività siderurgica, infatti, è stato compensato dal dinamismo dell'attività portuale tarantina e dallo sviluppo del terziario amministrativo, commerciale, culturale, legato principalmente all'università del capoluogo, e dei servizi. In crescita è il turismo balneare (Castellaneta Marina, Riva dei Tessali, Marina di Ginosa, Campomarino, Palagiano, Marina di Pulsano ecc.), in parte ostacolato dalla carenza di attrezzature ricettive, e quello artistico, in alcune località dell'entroterra, tra cui Martina Franca, posta su una collina che domina la valle d'Itria, famosa per i suoi trulli.

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