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Tèmpo ritrovato, Il-

(Le temps retrouvé). Volume (1927) di Marcel Proust a conclusione del ciclo romanzesco di Alla ricerca del tempo perduto. Finita la guerra 1914-18 Marcel, già in cura in una casa di salute, torna a Parigi e si avvede dei grandi cambiamenti avvenuti nella società. Il principe di Guermantes sposa in seconde nozze la signora Verdurin e questo indica che non c'è più la distinzione di caste che perdurava alla fine dell'Ottocento. Ma quello che più impressiona il narratore è il mutamento delle fisionomie per cui le nipoti assomigliano alle zie e alle nonne e il tempo inesorabilmente fa sentire la sua traccia in tutto. Marcel stabilisce allora di “ritrovare il tempo” in modo che una folla di persone, vedute di sfuggita od osservate con compiacenza e interesse, possano rivivere nella sua narrazione. La dedizione a un'impresa così grandiosa sublimata dall'arte spiega il carattere autobiografico dell'opera complessiva a cui l'autore dedica l'intera sua vita. La conclusione del grande ciclo narrativo è legata a principi insiti in tutti i volumi: le “intermittenze del cuore” e l'indagine della memoria.

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