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Tèrzo Móndo

termine applicato a Paesi o regioni del mondo che in confronto ai Paesi maggiormente sviluppati presentano ancora notevoli ritardi e sono aggravati da sovrappopolazione, tasso elevato di mortalità, alta natalità, malnutrizione o sottonutrizione, cattiva salute della popolazione, basso tenore di vita, analfabetismo elevato, forte predominio di un'agricoltura tradizionalistica e non espansiva. Coniato negli anni Cinquanta del sec. XX a imitazione del “terzo stato” della Rivoluzione francese, in quanto univa tali Paesi (pur nettamente diversificati tra loro) in una sorta di comune rivendicazione nei confronti del sistema capitalistico, ritenuto più o meno direttamente responsabile del sottosviluppo, il termine identificava, in un primo momento, l'estensione geografica del Terzo Mondo con l'Africa, l'Asia centromeridionale e l'America Latina. La progressiva differenziazione delle situazioni economiche – fra Paesi produttori di materie prime e altri che ne erano privi o Paesi che si avviavano in qualche modo al decollo urbano-industriale e altri rimasti fermi a condizioni di totale ruralità – ha reso in seguito la definizione assai meno univoca, suggerendo a taluni di proporre una sorta di graduatoria della povertà, con l'introduzione, per analogia, dei termini Quarto Mondo e addirittura Quinto Mondo, a indicare, appunto, le regioni assolutamente prive, oltre che di tecnologie, anche di risorse naturali.

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