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Ténca, Carlo

giornalista e patriota italiano (Milano 1816-1883). Collaboratore di vari periodici, diresse la Rivista europea (1845). Prese parte alle Cinque Giornate di Milano (1848) e fu incaricato di redigere Il ventidue marzo, il periodico del governo provvisorio. Di fede mazziniana, Tenca osteggiò l'immediata fusione con il Piemonte e, in seguito a contrasti scoppiati in seno al governo, assunse la direzione del foglio repubblicano l'Italia del popolo. Nel “decennio di preparazione” si allontanò gradualmente da Mazzini, di cui criticava i metodi rivoluzionari, e si avvicinò all'indirizzo piemontese con quel rilevante gruppo di Milanesi, detto degli indipendenti, di cui fu il più autorevole esponente. Fondò e diresse Il Crepuscolo (1850-59), che godette grande prestigio nel campo letterario e patriottico, e propugnò la resistenza passiva all'Austria, la diffusione della cultura tra il popolo e il miglioramento delle sue condizioni. Finì col fare proprio l'indirizzo di Cavour. Fu uno dei più assidui frequentatori del famoso salotto della contessa Maffei. Tra i primi deputati dell'Italia unita, ebbe anche altri incarichi: assessore all'Istruzione di Milano, membro del Consiglio Superiore dell'Istruzione e della Commissione per la revisione del Codice Civile, segretario dell'Istituto lombardo di scienze e lettere. Lasciò numerosi scritti raccolti postumi in Prose e poesie (1888).

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