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Tórre del Grèco

comune in provincia di Napoli (12 km), 43 m s.m., 30,7 km², 88.426 ab. secondo una stima del 2007 (torresi), patrono: san Gennaro (19 settembre).

Città posta alle falde sudoccidentali del Vesuvio, nel cui parco nazionale è compresa. Fondata da Federico II (Turris Octava) intorno all'ottava torre costiera di difesa, divenne il centro principale di un vasto territorio. Fu feudo dei Carafa, dai quali si riscattò nel 1699. Fu più volte devastata dalle eruzioni del Vesuvio.Lega il suo nome alla lavorazione della madreperla, dell'avorio e soprattutto del corallo (attiva fin dal sec. XVI), cui sono dedicati due musei: il Museo del Corallo dell'Istituto Statale d'Arte, dove dal 1878 si insegnano le tecniche di questa lavorazione, e il Museo Liverino, dell'omonima ditta, che raccoglie circa 3000 oggetti in corallo di varia epoca e provenienza. La basilica di Santa Croce è una ricostruzione neoclassica (sec. XIX) di una chiesa del sec. XVI. La Villa delle Ginestre ospitò (1836-37) Giacomo Leopardi. § L'industria opera nei settori alimentare, dei materiali da costruzione, della porcellana, della lavorazione dei metalli, dell'oreficeria e dell'arredamento; è ancora vivissima l'antica e rinomata tradizione della lavorazione del corallo e dei cammei. L'agricoltura produce frutta, ortaggi e uva da vino (vesuvio DOC), ed è praticata la floricoltura. Di rilievo sono anche la pesca e il turismo balneare. § Per l'ottava del Corpus Domini si tiene la Festa dei Quattro Altari, allestiti lungo le strade.Nei dintorni, in posizione panoramica, sorge il secentesco convento dei Camaldoli della Torre, la cui chiesa venne rimaneggiata nel sec. XVIII.

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