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Týpos

editto dell'imperatore bizantino Costante II (648) che vietava qualsiasi disputa teologica sul monotelismo (unica volontà in Cristo). Reagirono in nome dell'ortodossia papa Martino I, che in un concilio condannò il Typos, e Massimo il Confessore. La questione ebbe ripercussioni politiche gravissime in Italia e in Africa, dove gli esarchi, Olimpio e Giorgio, si ribellarono all'imperatore, ma Costante II esiliò il papa a Cherson e perseguitò Massimo, che morì martire (662). La pace religiosa tornò soltanto con il Concilio Ecumenico di Costantinopoli (680-681), promosso dall'imperatore Costantino IV.

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