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Taifas, reyes de-

(propr., re di parte, in arabo, mulūk aṭ-ṭawāif). Furono così designati i sovrani dei regni, piccoli e talvolta minuscoli, che si erano formati nella Spagna del sec. XI, dopo il crollo del califfato omayyade di Cordova. A Siviglia, divenuta la più importante città musulmana della Spagna, governava la famiglia dei Banu ʽAbbad, mentre una specie di repubblica nata a Cordova sulle rovine del califfato si lasciava attrarre nell'orbita di Siviglia. A Granada prevalevano gli Zīridi, a Málaga gli Hammāditi, a Saragozza i Banu Hūd, a Toledo i Banu dhu an-Nūn; ma vi erano piccoli sovrani anche a Valencia, a Badajoz, a Murcia, a Tortosa, ad Almería e in cittadine meno note. Nessuna di queste corti eguagliò tuttavia quella di Siviglia, che soprattutto al tempo di al-Muʽtadid (1042-68) e di al-Muʽtamid (1068-91) raggiunse un grande splendore anche sul piano culturale. La debolezza di queste “signorie” incoraggiò i re cristiani di Spagna a un'offensiva insistente: quasi tutti i reyes de Taifas diventarono così tributari dei monarchi cristiani, il che indusse il sivigliano al-Muʽtamid a chiedere l'aiuto degli Almoravidi dell'Africa nordoccidentale (1086).

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