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Tairov, Aleksandr Jakovlevič

pseudonimo del regista teatrale sovietico A. J. Kornblit (Romny 1885-Mosca 1950). Dopo avere fatto l'attore, fondò nel 1914 a Mosca il Kamernyi Teatr (teatro da camera), che divenne uno tra i centri più vivi dell'avanguardia europea, grazie anche ai virtuosismi cubo-futuristici di scenografi di grande talento. Il repertorio era orientato da un lato verso il divertimento eccentrico (Principessa Brambilla di E. T. A. Hoffmann, 1920; Giroflé-Girofla di C. Lecocq, 1922), dall'altro verso la tragedia (Salomé di O. Wilde, 1917; Romeo e Giulietta di W. Shakespeare, 1921; Fedra di J. Racine, 1921): il gioco più vistoso ed estroso e l'astrazione ricca di tensione interiore. Il Kamernyi Teatr affrontò anche l'esperienza costruttivistica e nel 1923 offrì col grottesco L'uomo che fu Giovedì da G. K. Chesterton uno dei suoi spettacoli più rappresentativi. Lo stile di Tairov venne facendosi più spoglio. Costretto a mettere in scena copioni sovietici, conferì una severa eroicità all'allestimento di La tragedia ottimistica di V. V. Višnevskij (1934). Lo zdanovismo mise in difficoltà Tairov, artista ben lontano dai canoni del realismo socialista, fautore di un teatro fine a se stesso, basato sull'ardito sfruttamento scenografico dello spazio scenico, ma soprattutto sull'attore “sintetico”, chiamato non a interpretare un testo, che era solo pretesto, ma a dare vita e ritmo a spettacoli richiedenti doti anche di ballerino, mimo, cantante, acrobata ecc. Tra gli attori tairoviani spiccò sua moglie, Alisa Koonen.

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