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Tamerlano

(persiano Tīmūr Lang o Lenk, propr., Tīmūr lo Zoppo). Sovrano e conquistatore turco (Kesh, Transoxiana, 1336-Otrār, Turkestan, 1405). Figlio del governatore turco di Kesh, si vantava, senza molte prove, discendente da Gengis Khān. Con l'aiuto di un khān mongolo, conquistò la Transoxiana, dichiarandosi khān ed erede di Gengis Khān. Guerriero astuto e implacabile, penetrò in Persia (1380), devastandone alcune province; invase l'Azerbaigian, sottomise la Georgia (1387), guerreggiò a lungo contro Toqtamish, il khān dell'Orda d'Oro, che alfine fu volto in fuga (1394). Tamerlano assalì allora Mosca, poi l'Ucraina, e saccheggiò le colonie genovesi del Mar d'Azov. Quasi negli stessi anni massacrò gli abitanti di Esfahān (1388), che gli si erano ribellati, e occupò Baghdad (1393). Poco più tardi assalì l'India (1395) e prese Delhi (1398): si volse poi alla Siria, entrando in Aleppo e in Damasco (1399-1400). Baghdad, che si era sollevata, fu punita con un'altra memorabile strage (1401). Lo Stato ottomano gli sbarrava tuttavia il passo verso l'Egeo, ma anche il sultano Bāyazīd fu sconfitto e preso prigioniero presso Ankara (1402). Tamerlano devastò allora l'Anatolia, poi tornò a Samarcanda per preparare la guerra contro la Cina. A spedizione appena iniziata, Tamerlano morì, settantenne. Musulmano fervente, aveva sognato un impero islamico universale. Aveva perseguitato gli sciiti e i credenti d'altre fedi. Feroce contro i nemici e i ribelli, aveva incoraggiato scienze e arti, abbellendo la sua capitale Samarcanda. Il suo immenso impero era stato un modello di organizzazione e d'efficienza politica: ciononostante, non gli sopravvisse. § Le gesta del grande conquistatore, diffuse in Europa dalle biografie di P. Mexia e di P. Perondino, ispirarono a Christopher Marlowe il dramma Tamburlaine the Great (Tamerlano il Grande) e fornirono materia all'omonimo poemetto di E. A. Poe (1827) e a numerose opere liriche tra le quali quelle di G. F. Händel (1724), N. A. Porpora (1730), A. Vivaldi (1735) ecc.

Bibliografia

M. M. Alexandrescu-Dersca, La campagne de Timur en Anatolie, Bucarest, 1942; R. Grousset, L'Empire des Steppes, Parigi, 1952; E. Rossi, in Le Civiltà dell'Oriente, vol. I, Roma, 1956; B. D. Griekov, A. Iu. Iakubovski, L'Orda d'Oro, Roma, 1957; G. Levi Della Vida, Visita a Tamerlano, Napoli, 1988.