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Tammūz

(anche Tamūz; accadico Tamuzu). Dio mesopotamico della vegetazione, già appartenente al pantheon sumerico come Dumuzi: durante l'inverno moriva o discendeva, secondo un'altra versione, agli inferi per risorgere in primavera. Il suo culto, risalente a prima del 3000 a. C., fiorì nella terra dei Sumeri, che gli dedicavano una festa solenne nel IV mese dell'anno (giugno-luglio). Gli era paredraIshtar, la “regina del Cielo”, e sorella Geshtinianna, la “Signora della campagna”. Verso il 1000 a. C. entrò nel pantheon cananeo come sostituto di Alijan e Môt e lo stesso Adōn (signore), dio siriano e fenicio, sembra fosse solo un attributo di Tammūz; nella religione ittita gli era affine Telipinu. Nel sec. VI a. C. il profeta Ezechiele rimproverava alle donne di Gerusalemme di piangere la morte di Tammūz: il suo culto infatti era penetrato anche in Israele, trovando numerosi fedeli. Ritornerà nei riti greci e asiatici come Adone.

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