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Tarànta Pelìgna

comune in provincia di Chieti (68 km), 460 m s.m., 21,65 km², 521 ab. (tarantolesi), patrono: sant’ Ubaldo (16 maggio).

Centro posto sull'alto corso del fiume Aventino, nel versante sudorientale della Maiella, nel cui parco nazionale è compreso. Sorto poco dopo il Mille (nel sec. XI era già noto con il titolo di città), divenne importante centro di produzione di tipici tessuti in lana, le “tarante” o “tarantole”, diffusi in tutto il Mezzogiorno, soprattutto dal Trecento in poi. Attribuito in feudo ai Caldora, ai Malvezzi e ai D'Aquino (sec. XVII), fu colpito da una serie di calamità naturali, riportando gravi danni, e nella seconda guerra mondiale fu quasi interamente distrutto.§ Al centro del paese, della cinquecentesca chiesa di San Biagio rimane solo la facciata, con un grande portale rinascimentale dai battenti in legno intagliato (sec. XVI). La parrocchiale di San Nicola, sorta sulle fondamenta dell'antico castello, ha facciata barocca, mentre nella chiesa della Trinità è conservato un crocifisso a tempera, attribuito ad Antoniazzo Romano.§ È attiva l'industria tessile e della lana, nel solco della tradizione locale. Altre risorse provengono dall'agricoltura e dall'allevamento bovino, ovino e caprino.§ Nei dintorni è la grotta del Cavallone, di pertinenza anche di Lama dei Peligni.

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