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Tarvìsio

comune in provincia di Udine (91 km), 732 m s.m., 205,52 km², 5071 ab. (tarvisiani), patrono: santi Pietro e Paolo (29 giugno).

Centro delle Alpi Giulie occidentali, situato nell'alta val Canale presso i confini austriaco e sloveno. D'origine romana, sorse e si sviluppò in un luogo di probabile insediamento celtico, grazie al ruolo di nodo stradale tra Friuli, Austria e Slovenia. Fu dal sec. XI possesso dei signori di Bamberga. Il suo peso economico, manifestatosi nel Duecento, aumentò nel sec. XV, con il fiorire dell'industria del ferro e con l'istituzione di una fiera annuale (1456). Passato sotto la giurisdizione austriaca (1759), durante l'epoca napoleonica fu teatro di battaglie (1797, 1809, 1813). Dopo la prima guerra mondiale divenne luogo di frontiera. § Il muro di cinta dell'antica fortezza, con due torri quattrocentesche (una ottagonale e una circolare), circonda la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo (sec. XV), ampliata e restaurata dopo il terremoto del 1976. La facciata, aperta da un portico sormontato da una trifora gotica, è decorata dai frammenti di un maestoso affresco raffigurante San Cristoforo; affreschi di scuola tolmezzina (sec. XV-XVI) sono all'interno, dove si conservano anche statue e stalli lignei cinquecenteschi. Pregevoli altari barocchi si trovano nella secentesca chiesa della Madonna di Loreto.§ Fiorente il turismo estivo e invernale. L'agricoltura produce patate, frutta e foraggi e si pratica l'allevamento bovino; sviluppate le attività di sfruttamento dei boschi (tartufi, funghi e castagne). L'industria opera nei settori chimico (detergenti), metallurgico (catene), energetico, impiantistico, tessile, enologico, alimentare, del legno e dell'abbigliamento.

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