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Tati, Jacques

nome d'arte dell'attore e regista cinematografico francese di origine russa J. Tatiščev (Pecq, Saint-Germain-en-Laye, 1908-Saint-Germain-en-Laye 1982). Dopo aver praticato innumerevoli sport (boxe, equitazione, tennis, calcio ecc.) entrò in una squadra di rugby di serie A e proprio qui iniziò a intrattenere i compagni con gags e pantomime. Si trasferì quindi a Parigi dove, per quindici anni, esercitò l'attività di mimo e fantasista comico di cabaret, music-hall e circo. Negli anni Trenta del secolo scorso registrò i propri “numeri” in una serie di cortometraggi cineamatoriali (da Oscar champion de tennis, 1932, a Retour à la terre, 1938), ma solo nel dopoguerra passò alla regia di se stesso col cortometraggio L'école des facteurs (1947) poi sviluppato in Jour de fête (1949; Giorno di festa). Dopo quello del postino di paese, creò con Les vacances de Monsieur Hulot (1953; Le vacanze del signor Hulot) una figura comica destinata a ritornare anche in seguito; la peculiarità di questo personaggio è che non è mai autore in proprio di incidenti comici, quanto piuttosto osservatore “in margine” degli accidenti altrui, testimone tenero e svanito di un universo sempre più meccanico e che liberamente, secondo la propria fantasia infantile, vuol continuare a vivere in un mondo invivibile. Mon oncle (1958; Mio zio), Playtime (1967 Playtime-Tempo di divertimento), Traffic (1971; Monsieur Hulot nel caos del traffico) sono le tappe di un'opera talvolta reiterata sugli stessi motivi, ma nata da lunghe osservazioni, da accumulazioni di gags, da reinvenzioni fantastiche e scandita da un concerto di rumori in sostituzione del dialogo umano sempre più precario. Oggi considerato il maggiore autore comico del cinema francese dai tempi di M. Linder, Tati si esibì anche in televisione e con il film Parade (1974; Il circo di Tati), girato per la tv svedese e poi trasferito in pellicola per il cinema, consegnò un limpido omaggio al circo e all'infanzia. Il film è una raccolta di tutte le sue pantomime sotto il tendone di un circo, ma rappresenta anche un esperimento di tecniche di linguaggio nuove, tra cui le riprese con la telecamera. Tra il 1977 e il 1982 Tati lavorò alla realizzazione del nuovo film Confusion ma morì prima di riuscire a realizzarlo.

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