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Taut, Max

architetto tedesco (Königsberg 1884-Berlino 1967). Dopo gli inizi di attività a Rixdorf, in collaborazione con Mies van der Rohe (1905), e a Karlsruhe nello studio di H. Billing (1906-11), nel 1911 aprì a Berlino uno studio, insieme al fratello Bruno e a F. Hoffmann, che mantenne fino al 1950. Attivo collaboratore del fratello nel movimento espressionista, partecipò al Novembergruppe e all'Arbeitsrat für Kunst e collaborò alla rivista Frühlicht. Dall'utopia espressionista Taut passò al razionalismo attraverso una rigorosa ricerca di oggettività del linguaggio architettonico e di asciutta aderenza ai valori dei materiali, principalmente il cemento armato. Tra le sue opere più notevoli si ricordano: la sede dell'Associazione dei tipografi tedeschi a Berlino (1922-23); edifici al Weissenhof di Stoccarda (1927); la sede dei sindacati a Francoforte (1929-31); la Reuter-Siedlung di Bonn (1949-52); numerose realizzazioni e progetti, anche a scala urbana, per Berlino.

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