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Taviani, Pàolo e Vittório

registi cinematografici italiani (Paolo, San Miniato, Pisa, 1931; Vittorio, San Miniato, 1929). Con V. Orsini costituirono un gruppo di lavoro che, dopo un periodo documentaristico (da San Miniato, luglio '44, 1954, con C. Zavattini, a L'Italia non è un paese povero, 1960, con J. Ivens), scrisse e diresse Un uomo da bruciare (1962), innovativo film sociale e politico, ispirato alla vita e alla morte del sindacalista siciliano S. Carnevale in lotta con la mafia; e il meno significativo “grottesco” a episodi I fuorilegge del matrimonio (1963), suggerito da un progetto parlamentare di “piccolo divorzio”. Senza Orsini, ma sempre col produttore e organizzatore indipendente G. G. De Negri, i due fratelli firmarono poi, costituendo una coppia unica nel cinema italiano, una serie di opere tra le più impegnate, anche in senso estetico e culturale. Attorno ai funerali di P. Togliatti, Sovversivi (1967) articolava il passaggio dall'uno all'altro momento storico e il doloroso ma lucido distacco da fideistiche certezze. Sotto il segno dello Scorpione (1968-69) rifletteva in forma metaforica l'incontro-scontro tra generazioni, allora in atto. San Michele aveva un gallo (1971), evocando due fasi della lotta rivoluzionaria dell'Ottocento, ne rendeva la dinamica, ricuperando dell'una e dell'altra i valori e i limiti. Allonsanfán (1974), analizzando il tradimento di una classe, rivendicava l'utopia come momento della verità e stimolo di lotta per il proletariato. Liberamente tratto dal racconto di G. Ledda, ex pastore sardo diventato filologo, nel 1977 Padre padrone conquistò al Festival di Cannes la Palma d'oro, consacrando internazionalmente un cinema marxisticamente inquieto, problematico e aperto, non privo di scompensi artistici ma senza concessioni commerciali o strettezze provinciali. Dopo un tentativo più tormentato di riproporre la scissione generale in clima di “riflusso” (Il prato, 1979), con La notte di San Lorenzo (1982), ampliando lo stesso tema storico del loro primo documentario, i T. raggiungevano la pienezza espressiva, attraverso la fusione tra destini individuali e memoria collettiva di un popolo. Tra i film successivi: Kaos (1984), Good Morning Babilonia (1987), storia di due artigiani italiani che a Hollywood lavorano sul set del kolossal Intolerance (1916) di D. W. Griffith, Il sole anche di notte (1990), Fiorile (1993) e Le affinità elettive (1996), liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Goethe. Nel 1998 hanno realizzato Tu ridi, un film a episodi con A. Albanese e S. Ferilli. Nel 2001 hanno collaborato al film collettivo Un altro mondo è possibile, frutto del lavoro compiuto nei giorni delle manifestazioni di Genova, in occasione dell'incontro dei G8, da ben 33 cineasti italiani, tutti presenti sul campo. Nel 2007 hanno diretto La masseria delle allodole, sulla tragedia del genocidio subito dal popolo armeno, mentre nel 2012 hanno vinto il David di Donatello con Cesare deve morire, un film documentario sulla messa in scena del Giulio Cesare di Shakespeare.

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