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Taylor, Jeremy

scrittore inglese (Cambridge 1613-Lisburn, Irlanda, 1667). Le sue eccezionali qualità di predicatore gli conquistarono presto l'attenzione e le simpatie dell'arcivescovo William Laud prima, e di Carlo I poi, di cui divenne cappellano nel 1643. Durante la guerra civile fu sostenitore convinto del re e della causa anglicana. Fatto prigioniero dai puritani (1645), si ritirò nel Carmarthenshire nel Galles, dove si dedicò alla composizione delle sue opere maggiori, tutte di argomento religioso e teologico. Tra queste spiccano l'opuscolo Liberty of Prophesying (1647; Libertà di profezia), il primo appello a favore della tolleranza religiosa scritto da un appartenente alla Chiesa d'Inghilterra, e i manuali The Rule and Exercises of Holy Living (1650; La regola e gli esercizi del santo vivere) e The Rule and Exercises of Holy Dying (1651; La regola e gli esercizi del santo morire), esempi di quello stile splendido e allo stesso tempo semplice che gli valse l'appellativo di “Shakespeare della prosa inglese”. Dopo la Restaurazione – fu uno dei firmatari della petizione per il ritorno degli Stuart – fu creato vescovo di Down e Connor, e quindi di Dromore, in Irlanda, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita.

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