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Teixeira de Pascoaes

pseudonimo del poeta portoghese Joaquim Pereira Teixeira de Vasconcelos (Amarante, Porto, 1877-São João de Gatão, Porto, 1952). Tra i maggiori poeti moderni portoghesi, è autore di un'opera vastissima, prevalentemente lirica (Terra proibida, 1899; As sombras, 1907; Senhora da noite, 1909; Maranos, 1911; Regresso ao paraiso, 1912; Elegias, 1913; Ultimos versos, postumi, 1953), ma anche drammatica (Don Carlos, 1925) e saggistico-storica (una biografia di San Paolo, 1934, e una di Napoleone, 1940) senza contare le prose poetiche e autobiografiche contenute in volumi come Livro de memórias (1928). Le sue poesie, che egli rifece continuamente in nuove edizioni, tentandone una sistemazione ciclica, utilizzano con molta libertà i metri tradizionali e rivelano uno spirito attaccato alla tradizione contadina e religiosa della regione portuense, dove egli trascorse tutta la vita. Ma di quel tradizionalismo egli volle fare un'ideologia, e di quello spirito religioso fornire un'espressione non dogmatica, anzi addirittura eretica. L'ideologia è quella del saudosismo che si espresse nella rivista A águia (L'aquila) ed esercitò notevoli influssi durante il periodo del distacco della cultura portoghese dal positivismo; l'eresia è una sorta di panteismospinoziano, che fornisce a Teixeira de Pascoaes la materia per i suoi versi più commossi e musicali, anche se sempre minacciati dall'oratoria.

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