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Tell El Amârna

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Generalità

Centro archeologico egizio, sulla riva destra del Nilo, dove si trovano le rovine di Akhetaton, fondata verso il 1375 dal faraone eretico Amenofi IV o Ekhnaton, che si era convertito alla nuova religione monoteista di Aton.

Architettura

Dedicata al nuovo dio (Akhetaton significa l'orizzonte di Aton), la città sorse ca. 250 km a NW di Tebe; era organizzata su pianta ortogonale ed attraversata in lunghezza da un'arteria centrale, intorno alla quale vennero disposti il complesso del tempio di Aton, il palazzo e la residenza reale, gli edifici pubblici. Il tempio per il culto di Aton era costituito da una serie di cortili, uniti da porte e porticati su piloni, dove si trovavano statue colossali del re e della regina, delimitati da un recinto a pianta rettangolare (800×275 m). Nella zona S si trovano le residenze dei funzionari; fuori della città, in direzione SE, un villaggio operaio. Data la rapidità con cui la città venne edificata, i materiali preferiti furono la pietra squadrata in piccole dimensioni e i mattoni crudi. Degli edifici rimangono ancora i basamenti e la ricostruzione dell'alzato è stata resa possibile dagli affreschi e dai rilievi delle tombe ritrovate intatte. Nelle forme dell'arte figurativa vengono a convergere sia l'evoluzione di certe tendenze precedenti (lenta personalizzazione dell'espressione), sia la nuova ideologia fondata sul culto di Aton (ricerca di “verità” e “umanità”).

Arte

Nell'ambito della pittura e dei rilievi funerari si ebbe una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda i temi (scene quotidiane della vita dei funzionari e della famiglia reale, episodi intimi e personali). Le figure erano inserite in un ambiente realistico, organizzate dentro uno schema di illusionismo spaziale: i colori, all'inizio puri su fondi bianchi e azzurro-cenere, divennero sempre più brillanti e ricchi di tonalità. Nella scultura i ritratti portarono alle estreme conseguenze la ricerca di espressività del volto umano, attuando o una deformazione dei tratti (ritratto di Ekhnaton in arenaria dipinta, dal tempio di Aton a Karnak, ca. 1365 a. C.; Il Cairo, Museo Egiziano), oppure un'idealizzazione di bellezza attraverso la ricerca naturalistica (ritratti di Nefertiti al Cairo, Museo Egiziano, e a Berlino, Staatliche Museen; maschera virile in gesso di Berlino, Staatliche Museen, tutti provenienti dalla bottega dello scultore Thutmosis). Riflessi dell'arte di Tell El Amârna si ritrovano nel famoso trono di Tutankhamon (Il Cairo, Museo Egizio).

Archivistica

Nel 1887 vi furono rinvenute numerose tavolette, resti dell'archivio regale, redatte in caratteri cuneiformi, relative alla corrispondenza diplomatica dei faraoni Amenofi III e IV con i principi egiziani residenti in Palestina, Assiria, Babilonia e nel Mitanni. Questi testi costituiscono un documento fondamentale per la conoscenza della vita e della cultura del Vicino Oriente nel sec. XIV a. C.

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