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Terràlba

comune in provincia di Oristano (23 km), 9 m s.m., 34,87 km², 10.229 ab. (terralbesi), patrono: san Pietro Martire (29 giugno).

Cittadina del Campidanonordoccidentale, posta alla destra del rio Mogoro. Sorta forse intorno al sec. X, fece parte del Giudicato d'Arborea e fu sede vescovile fino al 1503. Spopolatasi durante la dominazione spagnola, fu feudo dei Centelles, marchesi di Quirra (sec. XVII), e degli Osorio de la Cueva dal 1798 al 1839, anno dell'abolizione del regime feudale.§ Del borgo antico non è rimasta alcuna testimonianza. La parrocchiale di San Pietro Martire fu costruita nel 1822 in stile tardobarocco sul luogo della cattedrale romanica di Santa Maria; conserva, all'interno, alcuni capitelli di spoglio provenienti forse da Neapolis, città fondata dai Cartaginesi nel sec. VI a. C. sulla laguna di Marceddì. La chiesa di San Ciriaco fu eretta nel Settecento e in seguito rimaneggiata e restaurata.§ Tra i centri principali dopo il capoluogo, Terralba conta su una sviluppata industria, attiva nei settori alimentare, enologico (vini DOC), meccanico, edile e dei materiali da costruzione; è attivo l'artigianato del sughero e del giunco. L'agricoltura produce uva da vino, cereali, ortaggi, funghi, frutta e foraggi. Rilevante è il ruolo della pesca ed è diffuso l'allevamento di ovini, bovini e bufali.

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