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Teulàda

comune in provincia di Cagliari (63 km), 50 m s.m., 245,59 km², 3988 ab. (teuladini), patrono: Madonna del Carmine (16 luglio).

Centro del Sulcis, situato nella valle del rio de Monti, nell'entroterra della Costa del Sud; è compreso nel Parco Geominerario della Sardegna. Nel Medioevo l'antico insediamento fu ricostruito verso l'interno; tra i sec. XV e XVI la malaria e le razzie saracene causarono il completo abbandono del villaggio che si ripopolò nel sec. XVII quando, per volere del feudatario, vi si trasferirono gli abitanti di Sant'Isidoro, erede del centro romano di Tegula, forse localizzato nell'istmo che collega Capo Teulada alla terraferma. Assunto il nome di Teulada, derivato da quello della città romana, il paese fu possesso di diversi signori e, nel 1737, passò in dote matrimoniale ai Sanjust, che lo tennero fino all'abolizione dei feudi (1839).§ Nei pressi del paese, disposto ad anfiteatro intorno alla secentesca chiesa della Madonna del Carmelo, sono i resti dell'antico borgo di Sant'Isidoro, con una grande torre quadrata di origine bizantina. Sulla costa restano alcune torri del sistema difensivo secentesco.§ Le principali risorse economiche provengono dall'agricoltura (cereali, uva, ortaggi e frutta, soprattutto agrumi), dall'allevamento (ovini e caprini) e dalla pesca. Sono attive aziende nei settori alimentare, degli imballaggi, dei serramenti, dell'abbigliamento e dei materiali da costruzione. Lungo la costa il paesaggio suggestivo e le grandi spiagge favoriscono il turismo balneare e la villeggiatura estiva, con notevoli strutture ricettive, ricreative e sportive. Il paese è anche base di partenza per escursioni alle foreste di Gutturu Mannu e alle numerose grotte del circondario.§ Tutta l'area di Capo Teulada, la parte più meridionale della Sardegna, è occupata dal poligono militare, dove vengono simulate operazioni di guerra.

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