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Tharp, Twyla

ballerina e coreografa statunitense (Portland, Indiana, 1942). Ha seguito studi molteplici di balletto, modern dance, jazz dance, acrobazia, violino, laureandosi, contemporaneamente, in storia dell'arte al Barnard College di New York. Già danzatrice della compagnia di P. Taylor (1963-65), ha esordito come coreografa con Tank Dive (1965), collocandosi in un primo momento all'interno della vasta corrente della post modern dance newyorkese, e ambientando le sue prime coreografie in luoghi insoliti quali musei, gallerie d'arte, spazi all'aria aperta (Re-Moves, 1966; Dancing in the Streets of London, and Paris, Continued in Stockholm and Sometimes in Madrid, realizzata con installazioni video, 1969). Il suo vulcanico talento e la variegata ecletticità della sua preparazione e dei suoi interessi dovevano portarla però, rapidamente, a sperimentare in direzione di una vitalistica mescolanza di stili e linguaggi – dal modernismo al jazz, dal balletto alle danze di sala, alle danze di competizione, fino alle sfide atletico-virtuosistiche della ginnastica artistica e del pattinaggio. Pietre miliari di questo percorso sono Eight Jelly Rolls (1971), Deuce Coupe e As Time Goes By (entrambi 1973, creati per il Joffrey Ballet), Ocean's Motion (1975, per il Festival dei Due Mondi di Spoleto), Push Come to Shove (1976, creato per l'American Ballet Theatre, protagonista M. Barijšnikov), le coreografie per il film Hair (1979), e ancora Nine Sinatra's Songs (1982), le collaborazioni coreografiche ai film Amadeus (1984) e White Nights (1985), nonché le composizioni Octet e Sextet (entrambe 1992) nelle quali si conferma la poliedricità del suo talento.

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