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Thulin, Ingrid

attrice svedese (Solleftea 1929-Stoccolma 2004). Al Teatro Reale di Stoccolma dal 1950, ottenne i maggiori successi con Gigi di S. G. Colette e La signorina Giulia di J. Strindberg, e come Anitra nel Peer Gynt di H. Ibsen, diretta da I. Bergman che la guidò anche in televisione (Il sogno di Strindberg, 1963, da lei ripreso al Teatro Stabile di Torino nel 1970) e in cinema. Splendida interprete bergmaniana soprattutto sullo schermo, da Il posto delle fragole (1957) a Sussurri e grida (1972) attraverso Il volto, Alle soglie della vita, Il silenzio, L'ora del lupo e il telefilm Il rito, raggiunse forse il vertice in Luci d'inverno (1962), ma confermò sempre, in una galleria di personaggi diversissimi, l'originalità del suo timbro e la sua profondità di introspezione. Presente in patria anche in film di altri registi (Angeli alla sbarra di A. Sjöberg, 1960; Giochi di notte della M. Zetterling, 1966; Corruzione in una famiglia svedese di V. Sjöman, 1974), lavorò anche a Hollywood (I quattro cavalieri dell'Apocalisse, 1962), in Gran Bretagna (Dimensione della paura, 1964), in Francia (La guerra è finita di A. Resnais, 1966) e in Italia (Agostino di M. Bolognini, 1962; La caduta degli dei di L. Visconti, 1969; Salon Kitty di T. Brass, 1975; L'Agnese va a morire di G. Montaldo, 1976; La casa del sorriso di M. Ferreri, 1990). Passata alla regia una prima volta nel 1965, con il cortometraggioDevozione, e una seconda nel 1978 con il film Noi due, una coppia (firmato con E. Josephson e S. Nykvist e da lei anche interpretato), in Cielo offuscato (1982) evocò con molta sensibilità la vita di un villaggio del Nord. Lavorò ancora per Bergman in Dopo la prova (1985). In Italia debuttò come regista teatrale nel 1987 con Copione - La rivoluzione è fallita.