Questo sito contribuisce alla audience di

Ticìno (fiume)

Guarda l'indice

Generalità

Fiume (lunghezza 248 km, comprendente anche i 64 km rappresentati dall'asse longitudinale del Lago Maggiore; bacino 7228 km²) della Svizzerameridionale (Canton Ticino) e dell'Italia nordoccidentale, affluente del Po. Nasce presso il passo di Novena (in tedesco Nufenenpass), al margine sudoccidentale del gruppo montuoso del San Gottardo. In tedesco e in francese Tessin.

Percorso

Scorre verso ENE lungo la stretta e incassata val Bedretto; ad Airolo piega a SE lungo la val Leventina, pure incassata tra alte pareti montuose. Presso Biasca, dove riceve da sinistra il fiume Brenno, la sua valle, coperta da alluvioni, si fa più ridente e prende localmente il nome di Riviera. Da Biasca ad Arbedo il fiume è orientato a SSE, ma dopo aver ricevuto da sinistra le acque del fiume Moësa, che incide la val Mesolcina, piega a SW, bagna Bellinzona e scende incanalato e pressoché rettilineo fino al Lago Maggiore, in cui si immette a Magadino. Ne esce a Sesto Calende, in territorio italiano, e attraversa l'alta pianura ghiaiosa con un corso tortuoso, incassato tra alte ripe e orientato verso SSE; fin presso Abbiategrasso segna il confine amministrativo tra il Piemonte (provincia di Novara) e la Lombardia (province di Varese e di Milano). Nel suo corso inferiore nella bassa pianura lombarda, si articola in una serie ininterrotta ed estremamente mutevole di meandri, isole fluviali e rami secondari; si svolge per un tratto lungo il confine tra le province di Milano e di Pavia conservando la generale direzione SSE, attraversa infine il settore settentrionale di quest'ultima provincia scendendo a SE e, dopo aver bagnato Pavia, confluisce da sinistra nel Po presso Vaccarizza (ponte della Becca). La sua valle nella regione montuosa, tipicamente trasversale al sistema alpino, riveste notevole importanza nelle comunicazioni transalpine, essendo percorsa dalla ferrovia e dalla strada del Gottardo. La portata media a Sesto Calende, dove ha inizio il suo corso in pianura, è di 284 m3/s, con massime nel periodo tra maggio e luglio e minime da dicembre a marzo, in corrispondenza con l'innevamento nelle aree montuose. In territorio italiano le sue acque sono largamente utilizzate per l'irrigazione, grazie ad alcuni canali, quali in Piemonte lo Sforzesco e il Langosco, e in Lombardia il Villoresi, il Naviglio di Bereguardo e il Naviglio Grande, sfruttato in passato anche per la navigazione tra la zona del Lago Maggiore e la città di Milano. In base a un'apposita legge, promulgata nel gennaio 1974 dalla Regione Lombardia, una larga fascia di pianura, in prevalenza lungo la sponda sinistra del fiume e comunque interamente in territorio lombardo, è stata dichiarata parco regionale allo scopo di salvaguardare i valori ambientali della zona. Nell'agosto 1978 anche la Regione Piemonte promulgava una legge analoga per l'istituzione del parco piemontese della Valle del Ticino, che in pratica costituisce una continuazione della zona protetta sulla riva destra del fiume.

Media


Non sono presenti media correlati