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Tiglatpilèser

(assiro Tukulta-apil-Ešarra; ebraico Tiglat-pil'eser). Nome di tre re assiri: Tiglatpileser I (regnò dal 1115 al 1077 a. C.) ridiede uno sprazzo di potenza al regno nel periodo di ripiegamento che seguì le invasioni dei “popoli del mare” e dei nomadi Aramei. In guerre logoranti contro i nomadi Aramei, poté spingersi sino al Mediterraneo, entrando in rapporti commerciali con Arwad, Biblo, Sidone. Sconfisse il babilonese Marduk-nādin-ahhē, senza però riuscire a mantenersi in Babilonia. Sistemò la legislazione nella raccolta delle leggi medioassire e in quella degli editti di palazzo. Di Tiglatpileser II (regnò dal 967 al 935 a. C.) non si ha quasi notizia, essendo allora l'Assiria in piena crisi. Tiglatpileser III (regnò dal 744 al 727 a. C.) è l'iniziatore della massima affermazione imperiale assira. Sconfisse a Kištān (in Commagene) il re urarteoSarduri e i suoi alleati neo-ittiti e aramaici, aprendosi così la via alla conquista di Arpad (zona di Aleppo), battendo Damasco e penetrando in Israele. Alcuni regni rimasero tributari, ma Tiglatpileser III inaugurò anche in Siria la riduzione degli Stati vinti a province dell'impero, avviando un'azione di unificazione amministrativa e culturale. Contro Babilonia sconfisse i capi caldei (Mūkīn-zēri di Bīt Ammukāni e Marduk-apla-iddina di Bīt Yakīni) e assunse egli stesso la regalità babilonese col nome di Pūlu (729), tentando di controllare la zona in regime di unione personale.

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