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Timùridi

discendenti di Tamerlano che ressero e difesero per parecchi decenni l'impero da lui fondato. Tra costoro si ricordano: Mīrān Shāh, figlio di Tamerlano; luogotenente del padre nell'Azerbaigian, subì gravi sconfitte e perdette il suo territorio. Altri figli e nipoti lottarono per l'eredità di Tamerlano: riuscì finalmente a imporsi Shāh Ruh (m. 1447), abile guerriero, principe generoso, protettore di artisti e dotti. Ma con suo figlio Ulug Beg l'impero timuride si avviò a una rapida decadenza. Fece eccezione Ẓâhīr ad-Dīn Muḥammad detto Bâbur che, partendo dall'Afghanistan, conquistò l'India settentrionale e vi fondò (1519-30) il grande impero moghūl. § L'architettura timuride è caratterizzata da edifici monumentali, con portali altissimi, grandi cupole sia piriformi sia a bulbo nervato e minareti posti anche ai quattro angoli dell'edificio. La tipologia planimetrica deriva da quella selgiuchide, soprattutto per quanto riguarda le moschee e le madrase, disegnate con la corte a quattro īvān (moschee di Kaljan a Buhara, di Jauhar Shād a Mashhad, 1418, di Bibi-Khanum a Samarcanda, 1399-1404; Musalla di Herāt, 1417-37). I mausolei, di cui sono un cospicuo esempio le sedici tombe reali della necropoli del “Re vivente” (Shāh-i Zinda, sec. XIV-XV) a Samarcanda, sono semplici stanze quadrate coperte da una doppia cupola. Dei grandiosi palazzi di Tamerlano, come l'Aq Sarāi a Shār-i Sabz a Samarcanda (fine sec. XIV), non ci restano che le imponenti strutture d'ingresso e le sale di ricevimento. La decorazione architettonica, ottenuta con il rivestimento di vaste superfici esterne e interne con intagli di ceramica invetriata multicolore, a disegni floreali, geometrici ed epigrafici, è smagliante e ricchissima. Anche la pittura raggiunse, in epoca timuride, dei livelli molto elevati, soprattutto la miniatura, nella quale si distinsero le scuole di Shirāz e di Herāt.

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