Tisanùri

sm. pl. [sec. XIX; dal greco thýsanos, fiocco+ourá, coda]. Ordine (Thysanura) di Insetti Apterigoti, l'unico della sottoclasse degli Apterigoti, che annovera ca. 270 specie. Molte specie sono caratterizzate dalla riduzione o dall'assenza di occhi composti e dall'assenza di ocelli. I maschi producono spermatofore, che depositano sul substrato. Hanno corpo allungato e appiattito, oppure cilindrico, di piccole dimensioni (al massimo 2 cm); apparato boccale masticatore non introflesso nel tronco, con due condili mandibolari; antenne lunghe; appendici addominali ben sviluppate (cerci e paracerco). La loro livrea è uniforme e dai colori tenui, spesso con riflessi metallici (bianco, grigio o isabella). In genere vivono tra i detriti vegetali, sotto cortecce e sassi, nelle grotte, nelle case e nei formicai nutrendosi soprattutto di detriti vegetali. Possono arrecare danni alle derrate alimentari, depositi di carta, ecc.; le specie mirmecofile (Atelura) sono commensali o parassiti alimentari nei nidi di formiche, ottenendo dalle operaie rigurgiti di sostanze zuccherine.

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