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Tobìa

nome di due protagonisti dell'omonimo libro biblico, padre e figlio, beneficati entrambi dall'arcangelo Raffaele, che guarisce dalla cecità il primo e libera la moglie del secondo. La storia, ambientata nel sec. VIII a. C., è ricca di riferimenti culturali non giudaici (come l'angelologia di derivazione persiana) e ha un carattere tipicamente leggendario. § La vicenda dei due protagonisti ha ispirato nei secoli numerose opere, ma nessuna di particolare rilievo. Si ricordano nella letteratura tedesca il dramma Tobias (1533) di Hans Sachs e quello di Jörg Wickram (1550); in quella spagnola il dramma Los trabajos de Tobías (ca. 1640) di Francisco de Rojas Zorrilla; nella letteratura francese il poemetto Tobie di J. P. Florian (sec. XVIII); nella britannica la commedia Tobias and the Angel (1931) di James Bridie. Per il teatro in musica si citano infine l'opera sacra Tobia (1720) di A. Caldara, su libretto di A. Zeno, quella di F. S. García (1773) e l'oratorio Il ritorno di Tobia (1775) di F. J. Haydn.

Libro di Tobia.

Scritto deuterocanonico dell'Antico Testamento compreso tra i libri storici. Materiale leggendario ed elementi di provenienza extragiudaica sono raccolti dall'autore per esortare alla pietà religiosa e raccomandare la stretta osservanza della Legge. Composto posteriormente al sec. IV a. C., il libro di Tobia è giunto a noi in traduzioni greche e nella versione latina della Vulgata.

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