Questo sito contribuisce alla audience di

Tortóna

Guarda l'indice

comune in provincia di Alessandria (21 km), 122 m s.m., 99,29 km², 25.227 ab. (tortonesi), patrono: san Marziano (6 marzo).

Generalità

Città situata nella bassa valle dello Scrivia, alle pendici degli ultimi rilievi dell'Appennino Ligure. L'abitato, dall'aspetto moderno, conserva tuttavia numerose testimonianze storico-culturali di un glorioso passato.

Storia

Sorge dove si trovava l'antica Derton dei Liguri Dectunini e la sua origine è legata alla costruzione della romana via Postumia (148 a. C.), che univa Piacenza a Genova. Tra il 123 e il 118 i Romani vi fondarono una colonia, poi trasformata in colonia augustea (Julia Dertona). Fu un caposaldo dell'impero contro i barbari; presa dai Longobardi, divenne sede di un importante ducato e sotto i Franchi fu contea e soggiorno di imperatori. Nell'alto Medioevo i vescovi affermarono il proprio potere, ma intorno al sec. XII la città si costituì in libero comune e, alleata di Milano, fu in lotta con Pavia. Nel 1155, dopo un memorabile assedio, fu presa e distrutta da Federico Barbarossa; ricostruita con l'aiuto dei milanesi, fu riconquistata dall'imperatore nel 1162. In seguito sottomise Novi, occupò Arquata e lottò ripetutamente con Genova (1199-1218) conquistando la val Borbera. Nel 1347, consegnatasi a Luchino Visconti, passò sotto il Ducato di Milano, finché il Trattato di Vienna (1738) la diede ai Savoia. Durante la guerra di successione d'Austria fu assediata e occupata dai franco-ispanici e poi dagli austro-piemontesi (1746). Fortificata nel 1773 da Vittorio Amedeo III di Savoia, fu conquistata dai francesi nel 1799 dopo quattro mesi d'assedio; nei primi anni dell'Ottocento Napoleone fece smantellare le fortificazioni e la città perse ogni importanza militare. È sede vescovile.

Arte

La chiesa più antica è la romanica Santa Maria Canale (sec. XI-XII ma in seguito rimaneggiata). Il palazzo Guidobono, tutto in laterizio (sec. XV), ospita il Museo Civico (dove sono esposti circa duecento reperti del territorio, dalla preistoria all'alto Medioevo, tra cui il sarcofago marmoreo di Publio Elio Sabino, del sec. III) e le Raccolte Artistiche, con una quadreria significativa per la conoscenza delle opere pittoriche locali dal sec. XVI al XX. La cattedrale, dedicata all'Assunta e a San Lorenzo, venne ricostruita intorno al 1574 su iniziativa di papa Pio V, mentre la facciata è del 1878-80; conserva opere pittoriche del Moncalvo e del Fiamminghino (sec. XVI-XVII), interessanti arredi lignei e un ricco tesoro sacro. Nella chiesa di San Matteo (sec. XVII) si trova la preziosa tavola trecentesca della Madonna col Bambino di Barnaba da Modena. Il Palazzo Vescovile (1550) custodisce gli archivi vescovile e capitolare, un trittico (1499)del pittore Macrino d'Alba raffigurante la Madonna col Bambino in trono e quattro angioletti, e un San Paolo (1548) di Bernardino Lanino. La settecentesca chiesa di San Giacomo ha all'interno decorazioni barocche e affreschi del torinese Claudio Francesco Beaumont (sec. XVIII). Nel cortile del Palazzo del Municipio si trova un portico con loggia architravata, parte rimanente del chiostro del convento delle suore agostiniane dell'Annunziata, risalente al sec. XV. Il teatro Civico, decorato con stucchi e affreschi, è del 1836-39.

Economia

L'economia, favorita da una fitta rete di comunicazioni stradali e ferroviarie, si basa sull'industria, attiva nei settori metalmeccanico (macchine utensili, carpenterie, minuterie, torni, caldaie, attrezzature, veicoli industriali e macchine agricole), alimentare (salumi, formaggi, conserve, paste e dolci), chimico, elettronico, impiantistico, vetrario, delle materie plastiche e del legno (imballaggi, arredamenti e serramenti) e dell'abbigliamento. Sono presenti centri commerciali, depositi logistici e aziende di trasporti. Attiva anche l'agricoltura con coltivazioni di ortaggi, alberi da frutto, cereali, barbabietole e foraggi per l'allevamento, cui si affianca, nelle zone collinari, la viticoltura (produzione di vini DOC).

Dintorni

Nei dintorni, a Rivalta Scrivia, è localizzato un interporto connesso all'area portuale genovese, con magazzini e depositi petroliferi. Sempre a Rivalta Scrivia è l'abbazia cistercense di Santa Maria Assunta (sec. XII), di cui restano la chiesa gotica (decorata internamente da affreschi quattro-cinquecenteschi), la sala capitolare e resti del chiostro; accanto sorge un'imponente residenza nobiliare del sec. XVII con ampi loggiati.