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Toscanini, Arturo

direttore d'orchestra italiano (Parma 1867-Riverdale, New York, 1957). Si diplomò in violoncello e composizione a Parma nel 1885 e già l'anno successivo si trovò a esordire a Rio de Janeiro con Aida, chiamato a sostituire il direttore che ne aveva avuto l'incarico. Nel 1886 diresse la prima di Edmea di A. Catalani a Torino e nel 1896 la prima di La Bohème di G. Puccini nella stessa città, imponendosi in modo definitivo. Nel 1898 fu per la prima volta presente alla Scala, di cui fu direttore artistico dal 1920 al 1929 (in precedenza, dal 1908 al 1915, aveva diretto al Metropolitan); nel 1928 fu chiamato a capo della Filarmonica di New York. Nel 1931, in seguito alle minacce e agli schiaffi ricevuti dai fascisti a Bologna, perché si era rifiutato di dirigere gli inni ufficiali prima di un concerto, si stabilì negli USA dove, dal 1937 fu a capo dell'orchestra della NBC. Tornò in Italia solo nel 1946 per dirigere il concerto inaugurale della Scala ricostruita. Il mito di Toscaninisi fondò su un'approfondita fedeltà al testo, su una leggendaria precisione ed efficienza, sulla sua capacità di imporre in ogni particolare una ben definita visione unitaria. Nelle sue interpretazioni del melodramma italiano un atteggiamento del genere comportava un profondo mutamento del costume e della mentalità musicale, subordinando alla concezione del direttore i cantanti e tutte le componenti dell'opera. Di storico rilievo segnatamente le interpretazioni di G. Verdi e di G. Puccini (di cui diresse in prima assoluta La fanciulla del West, 1910), quelle wagneriane (nel 1930 e 1931 fu chiamato a Bayreuth), quelle di pagine di C. Debussy, di M. Ravel, delle sinfonie di L. van Beethoven. Netta fu la sua chiusura verso i compositori delle generazioni successive.

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