Questo sito contribuisce alla audience di

Trènto (città)

Guarda l'indice

capoluogo della provincia omonima e della regione Trentino-Alto Adige; 194 m s.m., 157,94 km², 112.637 ab. secondo una stima del 2007 (trentini), patrono: san Vigilio di Trento (26 giugno).

Generalità

La città è situata nella valle dell'Adige, sulla sinistra del fiume e parzialmente sul conoide di deiezione del torrente Fersina, suo affluente di sinistra, alla convergenza di frequentate direttrici del traffico e in posizione chiave per il controllo di tutta la valle. Sorta inizialmente in epoca romana ai piedi del Doss Trento, uno spuntone roccioso alla destra del fiume, dove sorge oggi il monumento a Cesare Battisti, fu trasferita successivamente sulla sponda opposta e in età medievale fu racchiusa entro una robusta cinta muraria. Per secoli il nucleo medievale, raggruppato intorno al duomo, non ebbe praticamente alcuna espansione edilizia; fu solo nella seconda metà del sec. XIX e specialmente nel sec. XX che l'abitato si estese rapidamente in ogni direzione, soprattutto nel fondovalle verso S, lungo le maggiori vie di comunicazione e sulle pendici terrazzate dei colli circostanti. È sede arcivescovile e universitaria.

Storia

Forse fondata dai Reti in un territorio sul quale si erano succeduti stanziamenti liguri, veneto-illirici ed etruschi, nel sec. VI a. C. fu occupata dai Galli Cenomani e dopo il 222 a. C. passò sotto i Romani che concessero a Tridentum i diritti latini (89 a. C.) e la cittadinanza romana (49 a. C.). Evangelizzata da san Vigilio, subì le invasioni barbariche e venne pressoché distrutta durante i conflitti tra Franchi e Bavari nel sec. VIII. Staccata dal Regno Italico e aggregata al regno di Germania (952) da Ottone il Grande, fu feudo vescovile (1004) sotto Enrico II, divenendo nel 1027 centro di un principato ecclesiastico che durante la lotta delle investiture appoggiò costantemente la causa imperiale. Affidata da Federico II a Ezzelino da Romano (1236), nel secolo successivo vide allentarsi l'effettivo potere politico dei vescovi a opera degli Asburgo. Dopo la rivolta popolare guidata da Rodolfo Belenzani (1407), Trento ottenne le libertà comunali, che conservò anche dopo il soffocamento della rivolta a opera di Enrico di Rottenburg, inviato da Federico d'Austria. Agli inizi del sec. XVI, sotto il vescovato di Bernardo Clesio, la città si rinnovò assumendo una fisionomia rinascimentale. Coinvolta nelle lotte provocate dalla riforma luterana e soprattutto dalla rivolta dei contadini presto soffocata (1525), divenne nel 1545 sede del Concilio convocato da Paolo III, durante il quale fu ulteriormente abbellita. In seguito la città decadde e venne devastata dai francesi durante la guerra di successione spagnola (1703). Tra il 1796 e il 1801 cadde più volte in mano alle truppe del Bonaparte. Con il Trattato di Lunéville (1801) il principato trentino venne secolarizzato e Trento rimase all'Austria. Annessa alla Baviera (1806), poi al Regno Italico (1810), tornò agli austriaci nel 1813. Nel 1848 tentò di sottrarsi al dominio asburgico e invano sperò in un favorevole esito della guerra italo-austriaca del 1866. Vi prese così piede un forte movimento irredentista e nel 1896 l'inaugurazione del monumento a Dante fornì il pretesto per un'appassionata dimostrazione di italianità. La città fu ricongiunta all'Italia nel 1918. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 fu annessa con tutta la regione alla Germania nazista e venne liberata nel 1945. In seguito, con la legge n. 5 del 1948, l'intera regione divenne autonoma in attuazione dell'accordo di Parigi sul trattato di pace austro-italiano del 1946.

Arte

Il centro della città moderna corrisponde approssimativamente alla Tridentum romana, della quale è stato possibile individuare la linea delle mura (sotto la piazza del Duomo sono i resti di una porta), alcune parti dell'impianto ortogonale, resti architettonici di edifici e templi. In località Sorbano è stata riportata alla luce una villa di età imperiale con mosaici. Nel centro della città è piazza del Duomo, con la barocca fontana del Nettuno di F. A. Giongo. La piazza è dominata dal duomo, costruzione romanico-gotica di derivazione lombarda (sec. XII-XIV, con aggiunte successive), con il suo elegantissimo fianco sinistro, la cupola ottagonale e il campanile a cipolla. Sotto il presbiterio, i lavori di ristrutturazione della cripta hanno riportato alla luce i resti della prima basilica vigiliana, tra cui un pavimento musivo del sec. V. Al sec. XIII risalgono il Palazzo Pretorio e la torre Vanga, quadrata e merlata. Notevoli i numerosi palazzi di tipo rinascimentale veneto, soprattutto lungo la via Belenzani (palazzi Thun, oggi sede del Municipio, e Geremia, entrambi del sec. XVI), alcuni con caratteristiche facciate affrescate. Tra i maggiori monumenti cinquecenteschi sono la chiesa di Santa Maria Maggiore (sec. XVI), in marmo rosso, e il coevo palazzo Tabarelli (di A. Longhi), con bella facciata a bugnato e fregi con medaglioni. Spicca sulla cima di un dosso roccioso il castello del Buonconsiglio, uno dei complessi monumentali più importanti d'Italia, eretto a partire dal Duecento. È costituito essenzialmente di tre parti: il Castelvecchio (sec. XIII, con modifiche quattrocentesche), il Magno Palazzo (1526, fatto costruire dal vescovo B. Clesio) con affreschi di Dosso Dossi e la Giunta Albertiana (sec. XVII). Nell'interno, sede del Museo Provinciale d'Arte e del Museo del Risorgimento, si trovano begli affreschi dei Mesi di stile gotico internazionale (1407). A W dell'abitato è il Doss Trento, dove sorge il mausoleo neoclassico (1935) di Cesare Battisti, che nella città ebbe i natali (1875-1916).

Musei

Alle ex Marangonerie è il Museo Storico in Trento, che conserva una collezione di libri, cimeli, armi e oggetti vari documentanti la storia del Trentino dall'epoca napoleonica alla seconda guerra mondiale. Il Museo Diocesano tridentino, con sede nel Palazzo Pretorio, conserva tra l'altro una sezione dedicata alla pittura e una alla scultura lignea. Il palazzo Sardagna ospita il Museo Tridentino di Scienze Naturali, con le collezioni di mineralogia, geologia e paleontologia. Il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto (MART), con sede nel palazzo delle Albere, conserva opere di pittura e scultura dal Romanticismo a oggi. Da segnalare inoltre nel Doss Trento il Museo Storico delle Truppe Alpine e nell'area aeroportuale di Matterello il Museo “Gianni Caproni”, con una collezione di rilievo internazionale di velivoli.

Economia

Per la sua favorevole posizione su una delle maggiori direttrici commerciali attraverso le Alpi (passo del Brennero), Trento è tradizionalmente un centro di primaria importanza per il commercio. Negli ultimi decenni la città si è sviluppata anche come centro industriale. Ubicata in prevalenza a W e a S dell'abitato, l'industria opera nei settori alimentare, metalmeccanico, chimico, grafico-editoriale, dell'abbigliamento, del legno, delle materie plastiche e dei materiali da costruzione. Rilevanti sono la produzione (ed esportazione) di macchine utensili per la lavorazione del legno e della pietra e di apparecchiature di automazione industriale e civile; il settore dell'elettronica, microelettronica e software è di recente sviluppo. Altre risorse economiche provengono dall'industria estrattiva (giacimenti di pietra porfirica), dal settore agricolo (specializzato nella frutticoltura e nella viticoltura) e dal turismo. A partire dagli anni Settanta, la politica di sviluppo trentino è stata caratterizzata dall'attività di ricerca tecnologica, con la nascita di due poli: i Laboratori di Ricerca dell'Università degli studi di Trento e il Centro per la Ricerca Scientifica e Tecnologica di Povo.

Curiosità

In aprile la città ospita il Filmfestival Internazionale Montagna Esplorazione Avventura “Città di Trento” e la parallela rassegna editoriale “Montagna libri”. Tra maggio e giugno vi ha luogo la mostra dei vini Vinart. La città ha dato i natali all'attrice teatrale Anna Proclemer (1923) e all'alpinista Cesare Maestri (1929).

Bibliografia

A. Gorfer, Trento, città del Concilio, Trento, 1963; Guida di Trento, città d'arte e di soggiorno, Trento, 1965; R. Bocchi, Trento, interpretazione della città, Trento, 1989.