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Trabìa

comune in provincia di Palermo (34 km), 50 m s.m., 20,46 km², 8252 ab. (trabiesi), patrono: Santissimo Crocifisso (27-29 settembre).

Centro situato sul litorale tirrenico. L'abitato, con struttura a scacchiera, si estende tra le pendici del pizzo Cameccia e il mare. È ricordato dal geografo arabo Idrisi come terra ricca di acque che servivano ai molti mulini e poderi; ma la storia dell'attuale paese è riconducibile a Ferdinando il Cattolico, che concesse il feudo a Blasco Lanza nel 1509. Ottavio Lanza ebbe il titolo di principe nel 1601 e il suo successore Ottavio II iniziò a popolare il territorio (sec. XVII). § Il castello, di origine medievale, fu poi adattato dai Lanza a dimora signorile; nel recinto delle mura sono comprese due chiese (una cinquecentesca, l'altra settecentesca); la nuova chiesa madre è del sec. XIX. Edificato nel sec. XV ma molto rimaneggiato è il castello in frazione San Nicola l'Arena, dove è pure la vecchia tonnara (trasformata in albergo). § L'agricoltura produce frutta (soprattutto agrumi), olive, uva da vino, ortaggi e foraggi; è diffuso l'allevamento bovino. Rilevante il ruolo della pesca (pesce azzurro) e del turismo.

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