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Transiberiana

la più lunga ferrovia del mondo (9337 km), che collega Mosca a Vladivostok attraversando la Siberia meridionale, e interamente compresa in territorio russo. Oggi completamente elettrificata, si articola inizialmente in due tronchi separati che partendo da Mosca convergono a Omsk, oltre gli Urali, dopo aver toccato rispettivamente le città di Kazan, Jekaterinburg e Tjumen (tratto settentrionale) e di Samara, Čeljabinsk e Kurgan (tratto meridionale). Superata Omsk, la ferrovia tocca Novosibirsk, dove si innesta da S la Turk-Sib, Krasnojarsk, Irkutsk, Ulan-Ude (capolinea della Transmongolica), Čita, Habarovsk, Ussurijsk e infine Vladivostok, sul Mare del Giappone. In senso più stretto, per Transiberiana si intende il solo tratto siberiano della ferrovia, i cui capolinea sono rappresentati da Jekaterinburg e Čeljabinsk; in quest'ultima città il 19 luglio 1892 ebbero inizio ufficialmente i lavori, che terminarono nel 1903, anno in cui il primo convoglio partito da Mosca raggiunse il Pacifico dopo 17 giorni di viaggio. L'aggiramento del lago Bajkal, prima attraversato con due traghetti, fu completato nel 1906, mentre il tratto originario fra Čita e Vladivostok (1517 km), che attraversava la Manciuria, venne sostituito nel 1913 da quello attuale, costruito ben oltre i corsi dei fiumi Amur e Ussuri in seguito all'occupazione della Manciuria da parte dei giapponesi. L'intera linea fu poi raddoppiata a partire dal 1937 e in alcuni punti addirittura quadruplicata. Lungo un diverso percorso, che corre mediamente ca. 500 km più a nord del vecchio tracciato, è stata realizzata una nuova linea transiberiana elettrificata, a doppio binario, lunga più di 3000 km, che collega il nodo ferroviario di Habarovsk con quello di Tajšet, attraversando regioni un tempo quasi disabitate; la linea, chiamata BAM (Bajkal-AmurMagistral), è entrata completamente in funzione nel 1984 e viene considerata la più grande realizzazione ferroviaria del XX secolo, in quanto ha richiesto opere civili e infrastrutture costruite su terreni particolarmente difficili e soggetti a condizioni climatiche spesso proibitive e quindi tecnologie molto avanzate. Il tracciato è servito da 70 stazioni, intorno alle quali si sono sviluppati nuovi centri abitati, dato che le comunicazioni sono facilitate dal fatto che i convogli possono marciare a velocità superiori ai 160 km/h anche in pieno inverno; allo scopo tutta la linea è attrezzata con sistemi di segnalamento automatizzati e con posti di pronto intervento (per esempio per lo sgombero di neve o slavine) che fanno capo a centri operativi, dotati di attrezzature tecnologicamente avanzate, posti a distanze variabili fra 50 e 150 km. Lo scopo della nuova linea è stato quello di valorizzare territori che, sebbene soggetti a inverni assai rigidi, si prestano assai bene a un'utilizzazione agroboschiva e di allevamento, in particolare di animali da pelliccia, ma soprattutto a molteplici attività estrattive.