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Trematòdi

sm. pl. [sec. XIX; dal greco trēmatodēs, (animale) con sbocco intestinale, da trema, orifizio]. Classe (Trematoda) di Platelmintiparassiti che presentano una notevole rassomiglianza esterna con i Turbellari, dai quali sono probabilmente derivati. Se ne differenziano per l'epidermide priva di ciglia vibratili, e sempre di tipo scinziale ( i citoplasmi delle singole cellule si fondono tra loro formando una massa citoplasmatica con più nuclei) nonché per la presenza di organi adesivi in forma di ventose e, talvolta, di uncini, organi che i Turbellari posseggono eccezionalmente; le ventose, strutture muscolari di forma per lo più circolare, sono un evidente adattamento all'esistenza parassitaria dell'animale; questa può svolgersi a carico degli organi interni dell'ospite, nel qual caso il ciclo vitale del trematode si sviluppa attraverso più ospiti, con diversi stadi larvali; oppure a carico della superficie esterna dell'ospite, senza presentare allora, per lo più, una generazione alternante. Sono parassiti assai dannosi per l'uomo e gli animali. I Trematodi sono in grande maggioranza ermafroditi, con i dotti maschili e i dotti femminili che sboccano in un atrio genitale comune aprentesi a sua volta all'esterno con un poro genitale. Per quanto riguarda l'anatomia, a somiglianza dei Turbellari e a differenza dei Cestodi, sono muniti di tubo digerente, che in genere è ramificato. I Trematodi comprendono le sottoclassi dei Monogenei, Digenei e Aspidogàstrei.

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