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Trevico

comune in provincia di Avellino (62 km), 1090 m s.m., 10,49 km², 1284 ab. (trevicani), patrono: sant’ Euplio (12 agosto).

Centro posto alla destra del fiume Ufita; è il comune più elevato della provincia, da cui si gode un ampio panorama, che abbraccia l'Adriatico, la Maiella e il Vesuvio. La sua origine si ricollega forse all'antica Trivicum, ricordata da Orazio nella descrizione del suo viaggio da Roma a Brindisi. L'importanza del borgo si accrebbe durante il Medioevo, quando, con il nome di Vico, fu a capo di una vasta baronia, divenendo possesso dei Del Balzo (1343), dei Consalvo de Cordova (1507) e infine dei Loffredo, cui rimase fino all'abolizione dei feudi (1806); in età moderna riprese l'antico nome. Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1980.§ Nel paese sono i resti del castello medievale e la Porta Iacovella (o Alba) del 1578. La cattedrale dell'Assunta (o della Madonna della Libera) ha nella facciata una torre campanaria con orologio e un portale del sec. XVIII e custodisce resti di pilastri del sec. XII e di affreschi tre-quattrocenteschi (Santi e Vergine col Bambino). Nell'archivio parrocchiale si conservano alcuni testi miniati e pergamene medievali.§ L'economia si basa sull'agricoltura (patate, cereali e tabacco) e sulle attività di sfruttamento dei boschi (castagne e legname).§ Vi è nato il regista Ettore Scola (1931). Il paese è sede di una stazione meteorologica dell'Aeronautica Militare.

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