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Trnka, Jiří

cineasta d'animazione ceco (Plzeň 1912-Praga 1969). È stato il più grande creatore di film di pupazzi. Allievo di J. Škupa, fu nell'anteguerra e nel periodo bellico marionettista, scenografo e costumista teatrale, illustratore di libri di favole e caricaturista. Passò al cinema nel 1945, nello studio “I fratelli in maglietta” da lui fondato a Praga, realizzando disegni animati e dimostrando nel 1946, coi cortometraggiL'uomo a molla e le SS e Gli animali e i briganti, di aver lasciato molto indietro i moduli stilistici disneyani. Nel 1947, col primo lungometraggio a pupazzi Špalíček (Calendario, detto anche L'annata ceca), composto di sei episodi di folclore contadino, conquistò la celebrità. Seguirono, in medi o cortometraggi, la raffinata favola cinese L'usignolo dell'imperatore (1948) e, nel 1949, Il mulino del diavolo da Andersen, Il canto della prateria, spassosa satira del western, e Il romanzo del contrabbasso da Čechov. Nel 1950 Bajaja fu uno splendido racconto medievale su testo del poeta V. Nezval, nel 1953 il lungometraggio Vecchie leggende ceche fu il suo capolavoro. Dopo Il bravo soldato Švejk (1954), in tre capitoletti, e il cortometraggio Il circo Hurvínek (1955), omaggio a Škupa, Trnka affrontò Shakespeare nel lungometraggio Il sogno di una notte di mezza estate (1959) con perfezione formale non scevra di manierismo. Freschi e ironici i brevi componimenti successivi: La passione (1961), sulla mania della motocicletta, La nonna cibernetica (1962), acuta fiaba fantascientifica, L'arcangelo Gabriele e la signora Oca (1964), delizioso adattamento dal Boccaccio. Il suo testamento e il suo film più direttamente “politico” fu nel 1965 La mano, aneddoto amaro e tremendo, quasi kafkiano, di uno scultore costretto a scolpire una mano gigante, simbolo del potere.

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