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Truffaut, François

regista francese (Parigi 1932-1984). Educato alla critica di A. Bazin, sfogò giovanissimo sulla rivista Cahiers du Cinéma quella “febbre del cinema” che avrebbe poi espresso con una produzione da regista sistematica e coerente, legata ai temi dell'amicizia, dell'amore e della morte. Nel 1957, in piena epoca nouvelle vague, gira il primo cortometraggioLes mistons, cui segue una lunga produzione filmica dedicata al personaggio di Antoine Doinel, interpretato da J. P. Léaud, attraverso il quale Truffaut tocca temi a lui cari, come l'infanzia rubata in Les quatre-cent coups (1959; I quattrocento colpi), l'età difficile dell'amore nell'episodio di L'amour à 20 ans (1962; L'amore a vent'anni), la sistemazione piccolo-borghese in Baisers volés (1968; Baci rubati), in Domicile conjugal (1970; Non drammatizziamo...è solo questione di corna), fino ad arrivare allo “sdoppiamento” metalinguistico di La nuit américaine (1973; Effetto notte), e al tardo congedo in L'amour en fuite (1978). Sottilmente melodrammatico in Tirez sur le pianiste (1960; Tirate sul pianista), La peau douce (1964; La calda amante), La mariée était en noir (1967; La sposa in nero), La sirène du Mississippi (1969; La mia droga si chiama Julie), fino a La femme d'à coté (1981; La signora della porta accanto), Truffaut trattò la passione travolgente, per la donna o della donna, in film quali Jules e Jim (1961), Les deux anglaises et le continent (1971; Le due inglesi), Histoire d'Adèle H. (1973; Adele H., una storia d'amore) e L'homme qui amait les femmes (1977; L'uomo che amava le donne). Al tema dell'infanzia si rifanno L'enfant sauvage (1970; Il ragazzo selvaggio) e L'argent de poche (1976; Gli anni in tasca), a quello della letteratura di fantascienza Fahrenheit 451 (1966, dall'omonimo romanzo di R. Bradbury), a quello della morte La chambre vert (1978; La camera verde). Truffaut ha prestato anche il suo volto come attore nel film di S. SpielbergClose encounters of the third kind (1977; Incontri ravvicinati del terzo tipo). Tra le altre produzioni da regista si ricordano: Une belle fille comme moi (1972; Mica scema la ragazza), Le dernier métro (1980; L'ultimo metrò) e Vivement dimanche! (1983; Finalmente domenica!). Per l'attività di Truffaut come critico e teorico del cinema, si ricordano i titoli Le cinéma selon Hitchcock (1977; Il cinema secondo Hitchcock) e Les films de ma vie (1978; I film della mia vita).

Bibliografia

G. Petrie, The Cinema of François Truffaut, New York-Londra, 1970; D. Fanne, L'univers de François Truffaut, Parigi, 1972; D. Allen, François Truffaut, Firenze, 1976; J. Collet, François Truffaut, Parigi, 1976; O. De Fornari, I film di F. Truffaut, Roma, 1986.

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