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Tuili

comune in provincia del Medio Campidano, 208 m s.m., 24,50 km², 1185 ab. (tuilesi), patrono: san Pietro Martire (29 giugno).

Centro della Marmilla, situato alle pendici meridionali della Giara di Gesturi. Sorto in un territorio di antichi insediamenti, fece parte nel Medioevo della curatoria della Marmilla, compresa nel Giudicato d'Arborea; dopo la conquista aragonese (1409), fu dato in feudo a Gerardo de Doni, primo dei molti feudatari che vi si avvicendarono durante le lunghe dominazioni aragonese e spagnola (sec. XV-XVII). Dopo il passaggio della Sardegna ai Savoia (1720), fu possesso dei Pilo (1737) e di altri signori fino all'abolizione dei feudi (1839).§ Sono cinquecentesche la rustica chiesa di Sant'Antonio Abate, a croce latina con due portici laterali, che costituisce uno dei più interessanti esempi di architettura religiosa rurale della zona, e la parrocchiale di San Pietro Martire, rimaneggiata nel sec. XVIII, che conserva dipinti dei sec. XVI-XVII, tra cui un grande retablo, capolavoro del cosiddetto Maestro di Castelsardo, e un altare maggiore del 1798. Opera neoclassica, forse di Gaetano Cima, è l'ottocentesco palazzo Pitzalis.§ Le principali risorse economiche provengono dall'allevamento (ovini, caprini e suini) e dall'agricoltura (cereali, uva e olive), cui si affiancano aziende nei settori lattiero-caseario e dolciario; sviluppate sono le attività di sfruttamento dei boschi, con raccolta e lavorazione artigianale del sughero. La vicinanza con la Giara di Gesturi favorisce il turismo escursionistico.

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