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Tulùnidi

stia musulmana (868-905) fondata in Egitto da Aḥmad ibnṬūlūn, di origine turca. Questi, inviato dal califfo abbaside al-Muʽtazz a governare l'Egitto, vi stabilì ben presto un potere autonomo. Realizzò grandi opere pubbliche e promosse l'industria tessile e vetraria. Gli succedette il figlio Humarawayh, il cui periodo fu caratterizzato da grande sfarzo. L'invasione dei Qarmati, facilitata dalla scarsa combattività delle truppe, accelerò la fine della dinastia, spazzata poi via dal califfo di Baghdad al-Muqtafī. § L'arte dei Tulunidi costituisce sostanzialmente un aspetto “coloniale” di quella abbaside ed è rappresentata, al Cairo, dalla grande moschea di al-Qaṭāʽi (876-879). Costruita in mattoni rossi, secondo la tecnica mesopotamica, ha la sala di preghiere formata da cinque navate parallele al muro della qibla, definite da grossi pilastri rettangolari con colonne angolari. Il minareto era in origine a spirale, come quelli di Samarra; anche la decorazione in stucco seguiva modelli mesopotamici. Nulla rimane del famoso palazzo di al-Maydān, che pare disponesse di un grande ippodromo per il gioco del polo.

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