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UDEUR (partito politico)

sigla di Unione Democratici per l'Europa. Formazione politica di centro nata nel luglio del 1998 dalla diaspora seguita alla fine della Democrazia Cristiana (DC). Sorta principalmente per iniziativa di C. Mastella dopo il sostanziale smembramento dell'UDR, raccoglieva tra le altre l'adesione dell'ex presidente della Camera dei deputati e già dirigente della Lega Nord, I. Pivetti, che ne diveniva presidente. Mirante a presentarsi come punto d'incontro tra le forze cattoliche democratiche e quelle di tradizione laico riformista e liberaldemocratica, l'UDEUR si distanziava sia dalla sinistra, accusata di sostenere ideologie stataliste, sia dalla nuova destra neoliberista. Di conseguenza, l'adesione alla coalizione di centrosinistra dell'Ulivo era contrassegnata dall'intento di rafforzarne l'area moderata e, in questo senso, il gruppo proponeva una “Costituente di Centro”. Con questo spirito l'UDEUR sosteneva i governi presieduti tra la fine del 1998 e i primi mesi del 2000 da M. D'Alema e poi da G. Amato, non senza insistere sulla necessità di una svolta moderata dell'Ulivo e di una scelta del candidato della coalizione per le elezioni politiche del 2001 che escludesse rappresentanti della sinistra. Proprio con l'intento di rafforzare l'anima centrista dell'Ulivo l'UDEUR si univa con il Partito Popolare, i Democratici e Rinnovamento Italiano nella Margherita, che nella tornata elettorale del maggio 2001 otteneva una buona affermazione sia pure nel contesto della sconfitta complessiva dell'Ulivo. Con la nascita del governo di centrodestra presieduto da S. Berlusconi, l'UDEUR passava pertanto all'opposizione, scegliendo peraltro di non confluire nella Margherita. Alle europee del 2004 si presentava da solo, con la sigla Ap-Udeur (Alleanza popolare-Udeur), frutto dell'alleanza con Mino Martinazzoli, ottenendo però un risultato deludente, situazione che si ripeteva alle legislative del 2006, nelle quali raccoglieva l'1,4% sia alla Camera sia al Senato. Dopo la crisi del II governo Prodi il partito si unisce alla Federazione democratica cristiana, ma in occasione delle elezioni del 2008 Mastella decideva di non candidarsi.

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