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Ulbricht, Walter

uomo politico tedesco (Lipsia 1893-Berlino 1973). Membro del Partito socialdemocratico dal 1912 e poi della Lega spartachista, fu tra i fondatori del Partito comunista nel 1918 e deputato al dal 1926 al 1933. Condannato nel 1931 a due anni di carcere per attività sovversiva, in esilio dopo il 1933, prese parte alla guerra di Spagna come commissario politico nell'esercito repubblicano. A Mosca dal 1938, preparò i quadri comunisti che assunsero il controllo della zona di occupazione sovietica della Germania nel 1945. Dapprima vicepresidente del nuovo partito (SED), poi segretario generale (1950-53) e infine primo segretario (1953-71), oltre che vice primo ministro (1949-60) e capo dello Stato (1960-73), fu per oltre vent'anni l'incontrastato numero uno della Repubblica Democratica Tedesca, legando il proprio nome ai successi economici e all'affermazione internazionale del Paese non meno che al caratteristico rigore del suo regime, simboleggiato dall'elevazione del muro di Berlino (1961); patrocinò inoltre l'ascesa della Repubblica Democratica Tedesca nel campo del progresso tecnico-scientifico. Alla sua sostituzione con E. Honecker, nel 1971, non furono probabilmente estranei certi dissensi con l'URSS sui compromessi cui portò l'Ostpolitik della Repubblica Federale di Germania. Già gravemente malato, mantenne comunque fino alla morte sia la presidenza della Repubblica che quella, eminentemente onorifica, del partito.

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