Questo sito contribuisce alla audience di

Urbino

Guarda l'indice

comune in provincia di Pesaro e Urbino, 485 m s.m., 227,99 km², 15.549 ab. secondo una stima del 2007 (urbinati), patrono: Maria Santissima Assunta (15 agosto).

Generalità

La città nel N delle Marche, tra le valli dei fiumi Foglia e Metauro; l'abitato si estende in posizione panoramica su due rilievi collinari ed è racchiuso entro la cinta delle mura ducali. Urbino ha conservato nei secoli la sua natura di città d'arte e di cultura (università fondata nel 1506) senza mai divenire meta di turismo di massa. È sede universitaria e arcivescovile.

Storia

Insediamento dei Galli Senoni (sec. IV a. C.), divenne colonia romana nel 285 a. C. Guarnigione gotica con Teodorico, fu conquistata dai Bizantini di Belisario nel 538. Caduta sotto il dominio longobardo agli inizi del sec. VIII, dopo la morte di Liutprando passò ai Franchi e venne donata alla Chiesa con le città della Pentapoli marittima. Schierata con i ghibellini, parteggiò per gli Svevi, che la privarono però dell'autonomia comunale e la concessero ai Montefeltro (1213). Stabilmente sotto questa signoria dal 1234, la città conquistò, soprattutto con Federico, prestigio e floridezza. Nel 1508 divenne possesso dei Della Rovere, che la mantennero fino all'estinguersi del casato nel 1631. Passata alla Chiesa, la città decadde rapidamente. Nel 1797 fu occupata, dopo una strenua resistenza, dai francesi e fece parte della Repubblica Romana. Tornata alla Chiesa dopo le vicende napoleoniche, fu conquistata nel 1860 dalle truppe piemontesi e annessa al Regno d'Italia.

Arte

L'abitato conserva quasi intatta la struttura urbanistica rinascimentale. Centro della città è la piazza della Repubblica, posta nell'insellatura fra le due colline, da cui si dipartono con andamento radiale le strade principali, ripide ma abbastanza larghe; strette e tortuose, spesso a cordonata o a scalini, sono invece le vie secondarie che si inerpicano sui fianchi dei colli. Massimo monumento è il Palazzo Ducale, eretto su preesistenti edifici medievali verso la metà del sec. XV da Luciano Laurana. Accentrato intorno al cortile, capolavoro dell'architetto, nella facciata unisce il tema del doppio arco onorario con l'accostamento di due torricini. A Francesco di Giorgio Martini si deve un secondo cortile con una bellissima loggia. Ambrogio da Milano realizzò gli splendidi portali, le finestre e lo scalone monumentale. Fra gli ambienti conservati, notevole soprattutto il sacello del Perdono (attribuito al Bramante). Altri monumenti insigni sono l'oratorio di San Giovanni Battista (sec. XIV), con decorazioni dei fratelli Salimbeni (1416); la chiesa gotica di San Domenico (sec. XIV); il duomo, ricostruito in forme neoclassiche di Giuseppe Valadier (sec. XVIII); la casa di Raffaello (sec. XV). Nel Palazzo Ducale ha sede la Galleria Nazionale delle Marche, che vanta capolavori quali la Muta di Raffaello, la Profanazione dell’Ostia di Paolo Uccello, la Flagellazione e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca. La casa di Raffaello ospita l'Accademia di Raffaello, istituita nel 1869 per promuovere gli studi sull'artista.

Arte: le maioliche rinascimentali

La città fu un famoso centro di produzione di maioliche rinascimentali, in grado di rivaleggiare con Faenza. Iniziò la sua rapida ascesa verso il 1520 con la venuta di Guido Durantino, figlio di Niccolò Pellipario di Casteldurante. Guido assunse, dopo il 1542, il cognome Fontana e lo trasmise ai figli, Camillo, Orazio, Nicola, tutti attivi a Urbino, dove elaborarono maioliche istoriate a soggetto storico, mitologico, sacro con uno stile inconfondibile, caratterizzato da una tavolozza calda e luminosa. Verso il 1528 anche Niccolò Pellipario si trasferì nella città diffondendovi il gusto delle coppe amatorie con il busto della “bella”. Seguace di Pellipario, Xanto Francesco Avelli fu un'altra figura di primo piano dell'arte ceramica urbinate. Verso il 1570 incominciò a essere adottata nelle botteghe di Urbino la decorazione a grottesche derivata da Raffaello e perciò detta “a raffaellesche”, e contemporaneamente si affermò anche il gusto per il modellato, espresso in medaglioni, festoni, sostegni a zampa leonina, manici a forma di delfini, serpenti e chimere. Questo tipo di decorazione caratterizzò i prodotti della bottega dei Patanazzi, che fu attiva dal tardo Cinquecento sino al 1620.

Economia

La struttura economica della città è principalmente centrata sull'antica funzione universitaria e sul turismo storico e artistico. Alle attività connesse con il turismo si affiancano una modesta agricoltura (cereali e foraggi) e industrie tessili, poligrafiche, delle materie plastiche, del mobilio e dei materiali da costruzione. Di rilievo sono la produzione di maioliche rinascimentali e l'artigianato del legno e del ferro battuto.

Curiosità

In estate nella città si svolgono la Festa del Duca, rievocazione in costume culminante nella sfida fra contee, e il Festival di Musica Antica. Vi nacque il pittore Raffaello Sanzio (1483-1520).

Bibliografia

P. Rotondi, Il Palazzo Ducale di Urbino, Urbino, 1950-51; G. C. Polidori, Studi artistici urbinati, vol. II, Urbino, 1953; A. Pigrucci Valentini, Guida di Urbino, Faenza, 1958; F. Mazzini, Guida di Urbino, Vicenza, 1962; J. Giganovic, P. Carpi, Urbino e il Montefeltro, Roma, 1965; G. De Carlo, Urbino, Padova, 1967; P. Coppola, Urbino: aspetti geografici di un centro universitario italiano, in “Rivista Geografica Italiana, Firenze, 1970; R. Lucente, Urbino. Taccuino di viaggio, Roma, 1990.