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Urriti

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Definizione

(o Hurriti; accadico Hurru, egiziano Hurw, ebraico Hōrî). Popolazione del Vicino Oriente nel periodo tra il 2500 e il 1000 a. C. La zona di più antica e maggiore concentrazione è l'alta Mesopotamia, con infiltrazioni sensibili a W (Cilicia) e a S (Siria); influenze religiose e letterarie anche nel mondo ittita e in quello palestinese. Si ritiene che gli Urriti si siano infiltrati in Mesopotamia provenienti dall'Armenia o forse dal Caucaso. Le prime iscrizioni di re urriti provengono dall'alta Mesopotamia e risalgono alla dinastia di Akkad (ca. 2300 a. C.). Nei sec. XIX-XVIII nei testi paleoassiri di Cappadocia (ca. 1850-1800) compaiono numerosi nomi urriti, sia in Anatolia sia più a sud; nel palazzo di Mari (ca. 1800-1750) si sono trovati testi in urrita e gli archivi internazionali attestano la presenza di re urriti in alta Mesopotamia (Ari-šenni re di Urkiš, Šukru-Tešub re di Elahut ecc.); i testi del VII strato di Alalah (ca. 1750-1700) mostrano che la popolazione della Siria settentrionale era allora per metà composta di Urriti. In tutto questo periodo gli Urriti sembrano organizzati in piccoli stati di dimensioni cittadine e il ruolo da loro svolto nella politica internazionale appare secondario. Nel periodo tra il 1700 e il 1500 nella compagine etnica urrita si inseriscono elementi indo-iranici, che avrebbero portato l'addestramento del cavallo e il carro da guerra. Notevoli le conseguenze di questa tecnica bellica nelle strutture sociali, con la separazione di un'élite nobiliare (dedita all'allevamento dei cavalli) rispetto al resto della popolazione contadina. Dagli studi si è visto che i membri dell'aristocrazia militare portavano di preferenza nomi indo-iranici, mentre la popolazione contadina era rimasta urrita; in quel periodo il territorio abitato dagli Urriti era unificato e costituiva il regno di Mitanni (o di Hurri), su cui regnava una dinastia dai nomi indo-iranici. Nel 1500 il regno di Mitanni divenne una delle grandi potenze del Vicino Oriente, i cui domini andavano dalla costa mediterranea fino a E del Tigri. I re di Mitanni più potenti furono Barattarna (ca. 1480) e Šauššatar (ca.1450), che dominavano dall'Assiria (loro tributaria) fino ad Alalah, e spingevano la loro influenza anche in Siria centrale (Qadesh, Tunip); qui dovettero fronteggiare l'espansione egiziana verso nord. I re Artatama I e Šuttarna II vennero a un accordo con l'Egitto, con spartizione della Siria. Il re Tušratta (ca. 1390-1355) non poté fronteggiare l'espansione del re ittita Šuppiluliuma verso la Siria e Mitanni perse il rango di grande potenza. Intorno al 1350 il re Mattiwaza sottoscrisse un trattato di vassallaggio verso gli Ittiti , mentre tra il 1300 e il 1250 Mitanni divenne tributario dell'Assiria, che presto lo ridusse a provincia del suo impero. La popolazione venne assimilata da Assiri e Aramei.

Religione

La religione degli Urriti, con esclusione della classe dirigente (i maryannu) del regno di Mitanni che venerava divinità arie (Indra, Varuna, Mitra ecc.), è chiaramente di derivazione mesopotamica, come tutta la cultura urrita nel suo complesso. Il dio nazionale e capo del pantheon era Teshup (o Teshub), un “dio della tempesta”; sua sposa era Hepat (o Hepa, o Hepit). Il dio-sole Shimige (Shimigi, Shimiqa) corrisponde al dio Shamash babilonese. Kumarbi (Kumarpi, Kumarve) corrisponde al babilonese Enlil. Shaushka era il nome della babilonese Ishtar. Di derivazione anatolica parrebbe invece la dea Kubaba (Kupapa, Kuvala). Anche le divinità arie venivano in qualche modo reinterpretate secondo gli schemi mesopotamici. Per esempio il dio Indra era assimilato al “dio della tempesta”. Il vasto pantheon contava fino a 11 generazioni di divinità. Per il resto si tratta solitamente di versioni urrite di miti assiro-babilonesi. Il mito urrita più importante sembra quello di Kumarbi, che tuttavia non si conosce per intero: tratta della sua lotta per ottenere la signoria del mondo.