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Vèrri, Alessandro

scrittore italiano (Milano 1741-Roma 1816). Con il fratello Pietro fu nella Società dei Pugni e collaborò al Caffè (1764-66), pubblicando articoli di vari argomenti, tra i quali la celebre Rinunzia avanti notaio al Vocabolario della Crusca. Dopo un viaggio a Parigi e Londra, si stabilì a Roma, dove ripudiò clamorosamente le dottrine illuministiche, accettando gli ideali neoclassici e accostandosi alla corrente preromantica. Si cimentò nel teatro con le tragedie Pantea, di argomento classico, e La congiura di Milano, di argomento moderno, pubblicate insieme con il titolo Tentativi drammatici (1799). Ma la fama gli venne dai romanzi: Le avventure di Saffo (1780), La vita di Erostrato (1793), e soprattutto Le notti romane al sepolcro degli Scipioni (1804), in cui fantasmi di antichi uomini illustri (Cicerone, Cesare ecc.) evocano la civiltà di Roma, mettendone in luce il fondo di violenza in contrasto con la pacifica civiltà cristiana. Postumo è apparso il carteggio con il fratello Pietro, considerato una delle più importanti testimonianze della vita intellettuale del Settecento.

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