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comune in provincia di Padova (25 km), 19 m s.m., 20,42 km², 3432 ab. (voiensi), patrono: san Lorenzo (10 agosto).

Centro situato alle falde nordoccidentali dei Colli Euganei. Popolato fin dall'antichità (resti di un insediamento preistorico nella frazione Zovon), sorse nel sec. XIX attorno alla Ca' Erizzo (poi Emo), mentre Vo Vecchio è la romana Vadum, situata sul luogo di un antico guado (da cui il nome), sul canale della Nina. Nel Medioevo fu possesso dei da Vo e, nel 1405, dei veneziani, che ne fecero un importante centro commerciale e uno scalo fluviale.⿿ A Zovon sorgono alcune interessanti dimore patrizie: la villa Benato, già Mariani (sec. XVI, ricostruita nel sec. XVII), con oratorio del 1692, la Ca' Paruta, oggi Watlington (sec. XVII), con loggiato palladiano, e la Ca' Lando, ora Trevisan, anch'essa secentesca. A Vo Vecchio, su una caratteristica piazza porticata, si affaccia la villa Contarini-Venier (sec. XVII), con oratorio dell'epoca, poi ampliato e trasformato in parrocchiale. In località Boccon sorge il palazzo Sceriman, edificio secentesco con pronao palladiano.⿿ L'agricoltura produce ciliegie, cereali e uva da vino. L'industria è attiva nei settori estrattivo (trachite), metalmeccanico, edile (manufatti in cemento armato, impianti di depurazione e di disoleazione), enologico e del legno (mobili, serramenti). Praticato l'allevamento bovino.

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