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Vòlga

fiume (lunghezza 3531 km; bacino 1.360.000 km²) della parte europea della Russia, tributario del Mar Caspio; è il maggiore dell'Europa sia per la lunghezza sia per la superficie del bacino imbrifero. Nasce dal Rialto del Valdaj, presso il villaggio di Volgoverhovje, e, scorrendo verso SE, attraversa vari laghi morenici, tra cui quelli di Sterž, Peno e Volgo, scendendo poi fino a Ržev, dove inizia a essere navigabile. Piega quindi verso NE, bagna le città di Tver, Kimry e Uglič e alimenta il bacino di Rybinsk, creato a monte di questa città sbarrando con una diga il corso del fiume. Si dirige successivamente verso ESE e bagna Rybinsk, Jaroslavl, Kostroma, Kinešma, Gorodec, Nižnij Novgorod e Čeboksary, ricevendo da sinistra il Kostroma, l'Unža e il Vetluga e da destra l'Oka e il Sura; a Gorodec è sbarrato da una diga che ha dato origine al bacino di Nižni Novgorod. Presso Kazan il fiume si allarga nell'imponente bacino di Samara, riceve da sinistra il Kama e il Samara, bagna Simbirsk, Togliatti e Samara e successivamente, diretto a SW, tocca Syzran e Volsk e alimenta il bacino di Saratov; a monte di Volgograd un altro sbarramento forma il bacino di Volgograd, cui si affacciano le città di Saratov, Engels e Kamyšin. Tra Kazan e Volgograd il fiume scorre al margine delle Alture del Volga, per cui la sua sponda destra in questo tratto è costantemente elevata e rocciosa, mentre quella sinistra è piatta e per lunghi tratti paludosa. A valle di Volgograd il fiume piega verso SE e scorre in una regione depressa biforcandosi in due rami maggiori: il Volga vero e proprio a destra e l'Ahtuba a sinistra, che con i loro vari bracci si allungano in un'ampia pianura alluvionale fino al Mar Caspio, dove il Volga si getta con un vasto (13.000 km²) apparato deltizio che avanza di ca. 180 m all'anno. Sulla sponda sinistra del ramo principale è situata la città di Astrahan. Sulle rive del Volga e su quelle dei suoi affluenti vive quasi la metà degli abitanti della Russia, è collocato il 50% della sua produzione agricola e oltre la metà del suo potenziale industriale. Per la costanza della sua portata (8000 m3/s alla foce), per la scarsissima pendenza del suo letto e inoltre per la presenza di vari laghi artificiali, il Volga è navigabile per la quasi totalità del suo corso; tramite numerosi canali e affluenti, esso comunica direttamente con i principali fiumi della Russia europea, e, per mezzo di essi, con il Mar Baltico, il Mar Bianco, il Lago Onega, il Lago Ladoga, il Mar d'Azov e il Mar Nero, consentendo la navigabilità attraverso gran parte del territorio russo da una costa all'altra in tutte le direzioni. Per tutti questi motivi il Volga riveste quindi una grandissima importanza per la vita economica russa, assorbendo circa il 60% dei traffici fluviali complessivi, pur essendo il fiume bloccato dai ghiacci da fine novembre a marzo nel suo basso corso e da metà novembre a fine aprile nel suo alto corso. La stessa lentezza del suo corso, per contro, fa sì che il Volga sia affetto da gravi problemi di inquinamento, ricevendo grandi quantità di scarichi industriali e agricoli che non riescono a venir smaltiti con sufficiente rapidità. Il Volga ha avuto un ruolo fondamentale nella formazione della nazione russa, lungo tutto l'arco della sua storia: più che separare i russi da altri popoli con un confine naturale, li ha messi in comunicazione tra loro e uniti attraverso i commerci; le sue acque scorrono attraverso terre abitate da molte popolazioni diverse, di ceppo turco-mongolo come Tatari e Ciuvasci, oppure ugro-finnico come Mordvini, Mari e Udmurti; ed è stato assunto a simbolo stesso della nazione col nome di “madre Volga” (nella lingua russa i fiumi hanno genere femminile).

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