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Vörösmarty, Mihály

poeta e drammaturgo ungherese (Pusztanyek 1800-Pest 1855). Creò con il poema La fuga di Zalán (1825), sulle gesta di Arpád, un'epopea nazionale. Seguirono i poemi Cserhalom, I due castelli vicini, L'isola del Sud. Poeta tipicamente romantico nell'acceso lirismo della narrazione e nella scelta di contenuti nazionali, Vörösmarty portò a un alto grado di perfezione il linguaggio poetico ungherese che nella sua opera assurge a grande eleganza e ricchezza di colore. Di pari importanza anche l'impegno di Vörösmarty in campo teatrale, dove si fece propugnatore di un teatro nazionale autonomo, dotato di una consapevolezza storico-politico-sociale (sia pure entro i limiti della classe cui apparteneva). Tra i suoi drammi si stacca per originalità di concezione e stupenda espressività di linguaggio Csongor e Tünde (1830), fusione avvincente di fiaba e dramma filosofico. Tra le sue liriche si ricordano l'Ode a Ferenc Liszt, l'Appello (testo dell'inno nazionale ungherese) e il ditiramboIl vecchio zingaro (1854), testamento spirituale alla nazione di un patriota deluso dal tragico fallimento della rivoluzione del 1848-49.

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