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Văcărescu

nobile famiglia romena che ha dato alla letteratura tre generazioni di scrittori, a ragione considerati gli iniziatori della poesia romena moderna. La loro poesia tramanda l'eco di gusti e costumi propri a una società in declino, ma contiene anche il presentimento delle idee nuove, improntate al razionalismo illuminista. § Ienăchită (ca. 1740-1797), brillante diplomatico, pubblicò nel 1787 la prima grammatica della lingua romena: Osservazioni e note sulle regole e norme della grammatica romena, arricchendola nella seconda parte con un breve trattato di prosodia. Scrisse anche una Storia dei potentissimi imperatori ottomani (postuma, 1863). L'attività poetica di Ienăchită fu assai ridotta (otto componimenti sono stati introdotti nella Grammatica come modelli di versificazione), ma nella trama maldestra di questi versi va cercato l'avvio della poesia successiva. § Il figlio Alecu (ca. 1769-ca. 1800) compose, senza curarsi di pubblicarli, versi in greco e in romeno che furono conservati dal fratello Nicolae (ca. 1784-1825), anch'egli autore di versi nel solco della tradizione familiare. § Iancu (Bucarest 1792-1863), figlio di Alecu, è l'esponente più importante della famiglia. Grande logofăt presso il Ministero degli affari esteri, ebbe un ruolo d'eccezione nello sviluppo culturale della Romania moderna, sostenendo l'iniziativa di G. Lazăr nel campo scolastico, per un insegnamento superiore impartito in lingua nazionale, e promovendo la costituzione di un repertorio teatrale in greco e in romeno. Nella lirica erotica egli rimane, sia pure con elegante scioltezza e varietà di metri, tributario del gusto anacreontico, mentre nella poesia filosofica dà rilievo all'esposizione appassionata di un sistema etico-sociale che si richiama all'ideologia delle logge massoniche. La sua produzione accoglie anche i temi e le forme dell'idillio campestre e negli accenti preromantici dell'elegia e della ballata.

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